Controlli antidroga negli Sprar: si teme l’ingaggio dei minori

4 Luglio 2019

Militari e unità cinofile hanno perquisito case in via Isonzo e in via Marinelli a caccia di una partita di stupefacenti 

MONTESILVANO. Un’operazione di controllo antidroga è stata effettuata nelle prime ore di ieri mattina dai carabinieri di Montesilvano in due Sprar (compreso quello dei minori), in due appartamenti di via Isonzo abitati da cittadini senegalesi e transessuali colombiani e in un appartamento del palazzo ad angolo di via Marinelli abitato da una persona di nazionalità nigeriana con precedenti per spaccio di droga.
L’esito delle ricerche è stato negativo, ma i carabinieri - guidati dal comandante della Compagnia, capitano Luca La Verghetta - continuano a indagare giorno e notte per rintracciare il grosso quantitativo di marijuana e cocaina che, secondo una “soffiata”, sarebbe arrivato domenica scorsa a Pescara, ma che probabilmente era diretta a Montesilvano. I massicci controlli attivati alla stazione e al terminal dei bus da polizia e guardia di finanza, e quelli altrettanto massicci organizzati dai carabinieri a Montesilvano, ha evidentemente convinto i trafficanti a stare fermi, e a portare a destinazione la droga non appena le acque si saranno calmate. I carabinieri di Montesilvano, intervenuti con 4 pattuglie più una unità cinofila proveniente da Chieti, in tutto dieci uomini, hanno controllato anche la sede dove vengono accolti i rifugiati minorenni. Il timore è che i giovani ospiti dello Sprar vengano ingaggiati dagli adulti per lo spaccio della marijuana.
Proprio dallo Sprar minori i carabinieri hanno inviato una segnalazione all’autorità giudiziaria in quanto c’è il sospetto che almeno due ospiti siano maggiorenni, se non addirittura ventenni. In genere l’accertamento dell’età viene effettuato attraverso la valutazione della maturazione ossea del polso e della mano, il cosiddetto metodo Greulich-Pyle, che comporta un margine di errore minore o superiore ai due anni.
Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Marco Forconi, delegato alla sicurezza dei cittadini e alle politiche della casa, ha rivolto ieri un plauso pubblico all’Arma: «Un ringraziamento all'unità cinofila dei carabinieri, a tutti gli uomini impegnati costantemente nel contrasto al traffico di stupefacenti e, soprattutto, al capitano e comandante La Verghetta per la sua determinazione, unitamente alla sua disponibilità di confronto. Non bisogna aspettare che le situazioni degenerino in maniera quasi irreversibile, ma bisogna stroncare sul nascere i focolai di degrado e di criminalità. Montesilvano», prosegue Forconi «pur non vivendo un'emergenza sicurezza come Pescara, rimane comunque una città a rischio. E, fra non molto, arriveremo anche su via Rimini». Nelle case popolari di via Rimini già la precedente amministrazione aveva deciso di applicare la legge e revocare le abitazioni Ater a condannati e spacciatori. Finora però non risultano sfratti coattivi nei confronti di chi ha riportato condanne penali.