Controlli sui consumi dell’acqua: due famiglie su dieci non pagano

28 Agosto 2022

La presidente dell’Aca Brandelli rivela i dati registrati negli ultimi mesi con le verifiche sulle bollette  «Abbiamo riscontrato un aumento del 10 per cento di utenti che si trovano in difficoltà economiche»

PESCARA. Cresce il numero dei pescaresi che non ce la fanno a pagare le bollette. I recenti aumenti dell’energia elettrica e del gas hanno messo in ginocchio centinaia, forse migliaia, di famiglie. La conferma arriva dai dati forniti dall’Aca sui versamenti per i consumi dell’acqua: diversi utenti per poter pagare le bollette di gas e luce sono costretti a rinunciare a saldare le fatture inviate dall’azienda acquedottistica per i consumi idrici.
Si calcola una percentuale di evasione pari al 20-25 per cento, con un aumento rispetto al passato del 10 per cento. Ciò significa che, su una popolazione residente di 450.000 abitanti in tutti i 64 Comuni gestiti dall’Aca, almeno una grossa fetta non sarebbe in regola con i pagamenti. «Noi avevamo fatto un grande sforzo di recupero dei crediti precedenti», spiega la presidente dell’Aca Giovanna Brandelli, «ora abbiamo visto che il credito recente è aumentato proprio perché è diminuita la capacità di solvenza delle persone». «Dobbiamo distinguere», dice la presidente, «l’insolvenza a 60 giorni e quella a 180 giorni. È diversa perché magari si paga in ritardo rispetto alla scadenza prevista. Ma noi abbiamo effettivamente trovato una maggiore incidenza di insolvenza rispetto al passato. Si tratta di un più 10 per cento rispetto all’esistente. Prima già stavamo sul 10-15 per cento, quindi ora si arriva al 20-25 per cento».
Bisogna, tuttavia, ricordare che lo Stato, proprio per venire incontro alle famiglie in difficoltà, mette a disposizione degli aiuti per il pagamento delle bollette. Si tratta del bonus idrico, in vigore dal primo gennaio dell’anno scorso, che è una misura per ridurre la spesa relativa al servizio acquedotto di una famiglia in condizioni di disagio economico e sociale.
Gli aiuti vengono riconosciuti ai cittadini che appartengono ad un nucleo familiare con un indicatore Isee non superiore a 8.265 euro, oppure che fanno parte di una famiglia con almeno quattro figli a carico e con un indicatore Isee non superiore a 20.000 euro, o ancora che appartengono ad un nucleo familiare titolare di Reddito di cittadinanza o pensione sociale.
Ovviamente, uno dei componenti della famiglia con reddito Isee deve essere intestatario di un’utenza attiva dell’acqua per uso domestico, oppure deve usufruire di una fornitura condominiale. Non si dovrà presentare la domanda per richiedere il bonus, ma basterà richiedere la Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) per ottenere l’attestazione Isee utile per le differenti prestazioni sociali agevolate. Se il nucleo familiare rientrerà in una delle condizioni di disagio economico che danno diritto al bonus, l’Inps invierà i suoi dati al Sistema informativo integrato per l’erogazione automatica degli aiuti.
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