Cooperative di comunità un nuovo modo per tutelare i borghi

9 Febbraio 2018

Spoltore. Giornata di studi promossa dal Comune con Cna sulle opportunità di finanziamento alle piccole imprese

SPOLTORE. Cooperative di comunità per sviluppare e preservare i piccoli borghi: è l'idea lanciata nel convegno di ieri sera, a Spoltore, dedicato alle opportunità di finanziamento per le nuove imprese. L'assessore alle Attività produttive, Chiara Trulli, ha sottolineato il ruolo che queste cooperative potrebbero avere in ambito turistico o dei servizi: «Consentono ad esempio alle pubbliche amministrazioni di andare in deroga alle norme sui contratti pubblici».
L'assessore immagina soprattutto la gestione del verde nelle frazioni della cittadina, che è formata da cinque piccoli borghi anche distanti fra loro e di modesta densità demografica. Ma cos'è una coop di comunità? A spiegarlo è stato Massimiliano Monetti, di Confcooperative Abruzzo: «È un'impresa fatta dagli abitanti di un territorio, intesi come collettività. Generalmente crea pochi posti di lavoro, ma funziona soprattutto per la salvaguardia dei borghi e dei centri minori». È necessario, naturalmente, che gli abitanti facciano un passaggio culturale nel diventare impresa. «Mi è capitato personalmente» prosegue Monetti «di andare in questi piccoli centri e sentirmi dire da chi ci vive che non hanno niente. Poi ti guardi intorno e scopri che sono circondati da boschi, risorsa che in Trentino consente a tanti di viaggiare in auto di lusso». Spesso, nei borghi il patrimonio immobiliare è fermo: «Una cooperativa di comunità nasce mettendo insieme case, persone e terreni, preservando l'autenticità di queste aree che diventano un valore economico, perché li chiede il mercato turistico».
È già stata avviata in Abruzzo una campagna per sviluppare coop di comunità, e al convegno sono stati presentati un esempio negativo (San Vito) e uno positivo (Pizzoferrato): a Pizzoferrato, la cooperativa ha sostituito il Comune in parte dei suoi servizi ed ha avviato la gestione di un distributore di benzina.
Al convegno ha partecipato anche il Cna Pescara, con Massimo Renzetti, che ha spiegato le opportunità di finanziamento del progetto Resto al Sud, e il presidente della Bcc di Cappelle sul Tavo, Michele Borgia. Resto al Sud consiste in un un finanziamento, il 35% a fondo perduto e il resto in convenzione con l'associazione bancaria italiana, con progetti legati a una valutazione di merito. Possono partecipare tutte le attività (nuove, o che si stanno costituendo in un gruppo di imprese) che non facciano parte delle categorie del commercio o delle libere professioni. Il tetto massimo (calcolato sull'imponibile) è di 50 mila euro per le aziende singole e 200 mila euro per progetti imprenditoriali di gruppo.
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