Coppia bloccata a Cuba Il rientro dopo 70 giorni

PESCARA. La disavventura di una coppia pescarese, bloccata a Cuba dall’inizio del lockdown, si conclude con un biglietto aereo L’Avana-Roma in partenza domani dall’aeroporto José Martì. Anastasia...
PESCARA. La disavventura di una coppia pescarese, bloccata a Cuba dall’inizio del lockdown, si conclude con un biglietto aereo L’Avana-Roma in partenza domani dall’aeroporto José Martì. Anastasia Benotti e Melvin Ramirez, 56 e 58 anni, potranno fare rientro in Italia con altri 14 connazionali a bordo di un volo diretto programmato in via straordinaria dalla compagnia Blue Panorama. La buona notizia è stata annunciata loro direttamente dal console d’Italia a Cuba Giulio Del Federico, pescarese anche lui, che si è interessato alla vicenda dopo l’appello lanciato dalla figlia della donna, Denise Iaciancio, dalle pagine del Centro. Anastasia e Melvin erano partiti il 22 gennaio scorso e sarebbero dovuti rientrare in Italia il 19 marzo. Avevano organizzato un viaggio per trascorrere del tempo con i familiari dell’uomo, originario di Cuba e residente in Italia da dieci anni, ma a causa dell’aggravarsi della situazione epidemiologica tutti i voli sono stati cancellati. Un incubo per la coppia, che per sopravvivere in questi quattro mesi ha speso tutti i risparmi tra beni di prima necessità e acquisto di voli aerei a prezzi esorbitanti, prima programmati dalle compagnie e poi cancellati all’ultimo momento senza concedere rimborsi monetari. «Mia madre è dimagrita 15 chili, riportatemela a casa», raccontava disperata la figlia appena qualche settimana fa. All’Avana, infatti, con lo scoppio dell’epidemia da coronavirus le strade sono state chiuse, i mezzi pubblici bloccati ed è stato imposto il coprifuoco. Uova, latte, pollo e altri generi alimentari di prima necessità si comprano con fatica anche a causa del blocco della benzina. Ogni volta che un alimento come la carne arriva al mercato si formano delle code chilometriche. Anche le comunicazioni con l’Italia non sono facilitate dai costi elevati della connessione Internet.
«Per fortuna l’ambasciata ci ha accordato il prestito», sottolinea Denise Iaciancio, «ci consentirà di pagare i biglietti aerei che costano 810 euro a persona. Restituiremo le somme nei prossimi mesi. Il biglietto sarà consegnato a mia madre e a Melvin il giorno della partenza. Il console Del Federico ha detto che ci tiene ad essere presente, che li manderà a prendere con un taxi per portarli in aeroporto e che sarà lui stesso a consegnare loro il biglietto per Roma».
Attesa e speranza di riabbracciare i loro cari dopo oltre quattro mesi è stata espressa anche da Ernesto Silva, un amico stretto di Melvin Ramirez: «Ti saluto e sono sicuro che presto ci rivediamo a Pescara a bere insieme un buon rum cubano e soprattutto tornare a giocare a domino, un tipico gioco caraibico», ha detto. Alla vicenda nei giorni scorsi si era interessato anche Pierluigi Spiezia del Cram (Consiglio regionale abruzzesi nel mondo), sottolineando come durante il Covid i prezzi aerei siano lievitati in occasione dei rientri degli italiani dall’estero.
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