Coppia con tre figli chiede aiuto all’Ater «Tra 2 giorni rischiamo di finire in strada»

FRANCAVILLA. Per tre giorni ancora, fino a martedì, avranno un tetto sopra la testa. Poi, mercoledì, cinque persone, una coppia con tre figli adolescenti, andranno in strada. Alessandro Bosica, 41...
FRANCAVILLA. Per tre giorni ancora, fino a martedì, avranno un tetto sopra la testa. Poi, mercoledì, cinque persone, una coppia con tre figli adolescenti, andranno in strada. Alessandro Bosica, 41 anni, pescarese e Debora Vastano, 38 anni, di Francavilla, entrambi disoccupati, lei con problemi di salute e percettori di un reddito di cittadinanza di 900 euro al mese, chiedono un alloggio popolare al Comune di Francavilla. Dicono di risultare «tredicesimi nella graduatoria delle case Ater di Chieti» e sono preoccupati per il loro futuro e quello dei figli, studenti di 17, 14 e 12 anni. Attualmente, la famiglia vive in un bed & breakfast a confine tra Pescara e Francavilla, sostenuta economicamente dai familiari più stretti e dagli aiuti alimentari che arrivano dalla Caritas locale. Ma hanno il conto dell'albergo pagato solo fino a martedì.
«Poi finiamo in strada», racconta angosciata Vastano, «con il nostro reddito, non riusciamo a pagare l'albergo e mandare i figli a scuola e le nostre famiglie non possono più autarci. Abbiamo bisogno di una casa al più presto, chiediamo a Comune e Ater di attivare le procedure d'urgenza per avere un alloggio che stiamo chiedendo da mesi, ma gli enti non fanno che rimpallarsi le responsabilità, anche se ringraziamo il Comune di Francavilla ci ha aiutati per due anni». La coppia cerca anche un lavoro, perso durante il lockdown. «Mio marito faceva l'autista e poi si è arrangiato con lavoretti saltuari, io sono diplomata all'Alberghiero in sala e bar, ma ho lavorato per 15 anni nelle cucine dei ristoranti», spiega Debora Vastano, «durante il lockdown, abbiamo perso tutto e chiesto il reddito di cittadinanza che ammonta a 900 euro. Ho problemi di salute gravi e sono rimasta sei mesi sulla sedia a rotelle».
L'odissea della coppia, che per anni è stata ospite in casa dei rispettivi genitori, comincia due anni fa quando «siamo stati costretti a lasciare le abitazioni di famiglia per ragioni di spazio». Per due anni «fino a giugno scorso, il Comune di Francavilla con i servizi sociali si è fatto carico delle spese dell'albergo, poi non è stato più possibile», spiega Vastano, «e siamo di nuovo tornati dai genitori fino a metà settembre. Ora alloggiamo di nuovo nel bed & breakfast, ma il conto è pagato fino a martedì. Poi siamo di nuovo senza un tetto. Ora abbiamo bisogno di aiuto», concludono i coniugi che vivono in una situazione di disagio da mesi.

