Coprifuoco da oggi alle 23, dal 7 giugno a mezzanotte

E dal prossimo mese riapertura dei ristoranti al chiuso e consumazioni al bar
L'Italia riparte, seppur gradualmente. Da oggi il coprifuoco slitta alle 23, poi a mezzanotte dal 7 giugno, mentre dal 21 giugno sarà del tutto eliminato. La cabina di regia, convocata ieri, a cui ha fatto seguito la riunione del Consiglio dei ministri, ha approvato il nuovo decreto sulle riaperture. E ha sancito importanti novità: il Governo ha raggiunto l’accordo sulle date di alcune riaperture e, soprattutto, sulla modifica dei parametri per il cambio di fascia delle Regioni. Si terrà conto dell’Rt ospedaliero, che conteggia i ricoveri nei reparti e nelle terapie intensive, e non più dei nuovi contagiati. Altra modifica: l’incidenza dei nuovi casi si misurerà su 100 mila abitanti. Tutte le regole saranno valide in zona gialla, mentre nelle regioni che vanno in fascia bianca l’unico obbligo riguarderà la mascherina e il distanziamento.
ABOLIZIONE A TAPPE
Passa la linea della gradualità: a partire da oggi non si dovrà più rientrare a casa tassativamente alle 22, ma alle 23. Dal 7 giugno il coprifuoco scatterà a mezzanotte e dal 21 giugno non ci sarà più alcun obbligo di rientro, con la libera circolazione anche notturna. Per il cambio di colore delle Regioni si terrà conto dell' indice Rt ospedaliero che conteggia i ricoveri nei reparti e nelle terapie intensive e non più dei nuovi contagiati. I quattro colori almeno per il momento resteranno, ma saranno vincolati all'incidenza dei casi. La zona rossa scatterà con oltre 250 casi Covid su 100mila abitanti. Quella arancione, tra i 150 e i 249 casi, la gialla, tra i 50 e 149 casi. La bianca sotto i 50 casi. Da metà giugno si terrà conto anche dei ricoveri nelle realtà con incidenza dei contagi da zona arancione. Se il livello di occupazione dei posti letto di area medica ospedaliera e area intensiva dovesse superare, rispettivamente, il 40 e il 30% del totale scatterà il rosso. Mentre se i dati saranno inferiori al 30 e al 20% si andrà in giallo.
CAFFÈ AL BANCO
Il decreto in vigore dal 26 aprile fissava al 1° giugno la riapertura di bar e ristoranti al chiuso, dalle 5 alle 18, ma soltanto con consumazione al tavolo. È stato raggiunto l’accordo per consentire la consumazione al bancone nei bar a partire dal 1° giugno. Nella stessa data sarà possibile pranzare e cenare, al chiuso, nei ristoranti con alcune precauzioni e mantenendo il protocollo già in vigore che prevede massimo quattro persone sedute al tavolo, a meno che non si tratti di componenti di uno stesso nucleo familiare, e obbligo di utilizzo della mascherina quando non si sta seduti.
PALESTRE E PISCINE
Le palestre riaprono il 24 maggio e dal 1° luglio le piscine al chiuso e i centri termali. Nelle palestre si potranno utilizzare gli spogliatoi, ma sarà vietato fare la doccia. Per la riapertura delle piscine al chiuso vanno adottate alcune cautele che riguardano la presenza negli spogliatoi e, soprattutto, la distanza in vasca, fissata a 7 metri quadri.
CENTRI COMMERCIALI
APERTI NEI WEEK-END
Un provvedimento chiesto a gran voce. Dal prossimo fine settimana, precisamente da sabato 22 e domenica 23 maggio i centri commerciali potranno rimanere aperti. Nelle scorse settimane le associazioni di categoria avevano protestato contro «una misura discriminatoria», che imponeva la chiusura nei giorni festivi e prefestivi, ad esclusione di alimentari, edicole, tabaccai, farmacie e servizi essenziali. L’impegno preso a Palazzo Chigi prevedeva una rivalutazione della norma se la curva epidemiologica fosse rimasta in discesa. Anche in questo caso si dovrà rispettare rigorosamente il protocollo che impone l’obbligo di indossare la mascherina negli spazi comuni, all'interno dei centri commerciali, e dentro i negozi con il contingentamento degli ingressi negli esercizi commerciali per evitare assembramenti.
FESTE DI MATRIMONIO
CON IL GREEN PASS
La data cerchiata in rosso è quella del 15 giugno. Dopo la levata di scudi del settore del wedding, il Governo ha optato per una ripartenza dei banchetti di matrimonio. Attualmente la festa per chi si sposa è consentita soltanto con le regole dei ristoranti e sempre all’aperto. Con il nuovo decreto sarà possibile, invece, pianificare un ricevimento seguendo le regole del protocollo e con un obbligo ulteriore: la certificazione verde per gli invitati. In buona sostanza, gli ospiti dovranno avere il green pass e dimostrare di essere stati vaccinati con doppia dose, di essere guariti dal Covid-19, esibendo il certificato rilasciato dalla Asl o dal medico di base o di aver effettuato un tampone nelle 48 ore precedenti. Il test dovrà essere molecolare, antigenico, ma potrà valere anche quello salivare ritenuto idoneo da una circolare del ministero della Salute.
PARCHI DIVERTIMENTO
È uno dei settori che maggiormente premono per ripartire, dopo un blocco totale che ha ridotto a zero gli incassi. Il decreto in vigore dal 26 aprile scorso prevedeva che i parchi tematici potessero riaprire al pubblico a partire dal prossimo 1° luglio. Gestori e associazioni di categoria hanno, però, chiesto di poter anticipare «perché la stagione è già compromessa e dopo i danni economici subiti e i posti di lavoro che sono andati persi è necessario recuperare terreno e consentire prima possibile l’ingresso delle persone nelle strutture e nei parchi divertimento». Il Governo ha dato l'ok alla riapertura dal 15 giugno prossimo, anche in questo caso applicando il protocollo che prevede la prenotazione obbligatoria online, il distanziamento tra le persone e l'utilizzo della mascherina.
SALE GIOCO, SCI E CONGRESSI
Sale gioco, sale scommesse e casinò possono ripartire dal 1° luglio. Lo stesso giorno riaprono anche centri culturali, centri sociali e centri ricreativi, mentre dal 15 giugno potranno essere organizzati i congressi, ma solo con la green pass. Anche gli impianti da sci torneranno attivi dal 22 maggio prossimo sui ghiacciai, mentre le attività di sale da ballo, discoteche e simili, all’aperto o al chiuso, restano sospese.
STADI
Si potrà tornare negli stadi dal 1° giugno e nei palazzetti dello sport dal 1° luglio, ma la capienza di spettatori non dovrà essere superiore al 25% di quella massima e, comunque, non dovrà superare le 1.000 persone in caso di manifestazioni all’aperto e 500 persone al chiuso.
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