Coralba, dalle sabbiature alla raccolta delle telline

15 Agosto 2015

Viaggio nello stabilimento dei Di Giacomo fondato nel 1973

PESCARA. Raccontano che al mattino intorno alle 6,30 gli abitanti di Porta Nuova avevano l’abitudine di passeggiare a piedi scalzi sul bagnasciuga per fare incetta di telline, cozze e cannolicchi trascinati a riva durante la notte. Qualcuno apriva i frutti di mare con un coltellino per mangiarli crudi, appena raccolti, in modo da conservare tutto il sapore del mare. Altri li portavano a casa e li mettevano da parte per farci il sugo per condire la pasta.

«Oggi quest’usanza è sparita», sottolineano con una punta di rammarico i gestori dello stabilimento balneare Coralba, Giuseppe e Massimiliano Di Giacomo, «e non solo perché è vietata dalla legge, ma soprattutto perché questi molluschi non si trovano più sulle nostre spiagge».

Il lido Coralba, con la sua struttura in legno chiaro, i tendoni bianchi e i circa 200 ombrelloni e palme, è uno degli esercizi commerciali pescaresi contrassegnato dal marchio “Attività storica” e premiato anche con una targa del Comune. Correva l’anno 1973 quando Ateo Di Giacomo, in collaborazione con l’ex socio Luigi Surricchio, scomparso di recente, decise di partecipare al bando pubblico per l’assegnazione di una concessione balneare sul lungomare sud, in quella porzione di riviera dove oggi ci sono i lidi Coralba e Tramonto e dove un tempo sorgevano due campeggi molto in voga tra i turisti stranieri della Francia, del Belgio e della Germania e tra i villeggianti di Milano, Roma o Napoli.

«E’ stata una delle ultime domande fatte alla capitaneria di porto», spiegano Giuseppe e Massimiliano riportando uno dei tanti aneddoti attinti dal bagaglio di ricordi del padre, «la spiaggia era semiabbandonata, ma qui intorno erano stati aperti un albergo e due pensioni. Era pieno zeppo di turisti, mica come oggi che la gente ha abbandonato Pescara».

Ateo oggi ha 91 anni, ma non ha perso l’energia dei suoi anni migliori. Ogni giorno, nel pomeriggio, fa capolino allo stabilimento che ha fondato e gestito fino al 1999, prima di lasciare il testimone ai suoi due figli. «Lui ama il mare e non può farne a meno», aggiungono gli eredi, «nel pomeriggio viene sempre a farci visita e resta qui a godersi il fresco fino a ora di cena. C’è stato solo un periodo in cui aveva smesso di venire: era il 2004, subito dopo il crollo dello stabilimento. Al posto del lido sulla spiaggia, avevamo tirato su un piccolo chioschetto in legno di 25 metri quadri. Non volevamo mollare la tradizione di famiglia e così abbiamo continuato a darci da fare tra sacrifici e difficoltà fino a quando, tre anni fa, siamo riusciti a ricostruire una struttura nuova, ampliata con il reparto pizzeria».

Quegli anni dal 2004 al 2012 sono stati i più duri nella storia della famiglia Di Giacomo. Nel novembre 2004, in seguito a una forte mareggiata, lo stabilimento è crollato, trascinato via dalla forza delle onde.

«E’ stato terribile», si lasciano andare Giuseppe e Massimiliano, «l’acqua del mare è arrivata fino alla strada e si è portata via tutto. Ci abbiamo messo sette anni per ripartire da capo, ma per fortuna ce l’abbiamo fatta. L’erosione è un problema irrisolto per questa parte di riviera. Fino a quando non è stato costruito il porto turistico abbiamo avuto a disposizione una spiaggia immensa, poi con la deviazione del corso delle correnti l’arenile ha iniziato ad assottigliarsi. Ogni anno, prima dell’avvio della stagione balneare, siamo costretti a spendere soldi per acquistare la sabbia pulita e certificata. Se non lo facessimo ci ritroveremmo con un paio di metri di spiaggia al massimo».

Oggi il lido Coralba, a due passi dalla Riserva dannunziana, può contare su un’atmosfera semplice e una gestione familiare consolidata. «Una volta negli anni Settanta e Ottanta», concludono i titolari, «qui si facevano addirittura le sabbiature: qualche anziano lo ricorderà sicuramente. I bagnanti arrivavano con le sdraio portate da casa e si aprivano da soli l’ombrellone. Una cosa che adesso può sembrare impensabile. Da qualche anno a questa parte, l’atmosfera è diversa e i clienti sono più esigenti: cercano servizi e comodità sotto casa ed è per questo che fanno molta attenzione anche all’intrattenimento per i bambini».

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