Cordoma: ora il sindaco provi a ricucire lo strappo

L’ex primo cittadino del centrodestra invita Maragno a non temporeggiare più sui malesseri della maggioranza: c’è ancora tempo per ritrovare un’intesa
MONTESILVANO. «Il sindaco non può più temporeggiare: provi a ricucire lo strappo prima che sia troppo tardi». Così, l'ex sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, interviene sulla crisi politica che sta interessando in queste settimane la maggioranza di Francesco Maragno, divisa tra i fedelissimi e il nuovo gruppo #Montesilvano2019. Dopo l'invito alle dimissioni da parte del consigliere Mauro Orsini, a essere certo che invece ci siano ancora margini per recuperare la frattura e concludere il mandato è l'ex primo cittadino di centrodestra.
«Ogni amministrazione deve affrontare dei problemi, che, a volte, arrivano proprio dall'interno», commenta Cordoma, «ma un sindaco, come un buon padre di famiglia, ha il dovere di sedersi a discutere e trovare una quadra. Così, anche il sindaco Maragno, a mio avviso, deve chiamare a raccolta tutta la maggioranza per rispettare il patto simbolico fatto con i cittadini alle elezioni». Nonostante i botta e risposta susseguitisi tra l'uno e l'altro schieramento di maggioranza, e nonostante gli ultimatum lanciati al primo cittadino dai "ribelli", forti dei loro sei voti e dei precari equilibri in Consiglio comunale, Cordoma è convinto che non tutto sia perduto.
«Oggi a Montesilvano», prosegue, «il centrodestra appare come uno schieramento politico litigioso, a volte inconcludente, preso più dagli attriti interni che dal benessere della città. E la minoranza troppo silente, venendo sempre meno al suo ruolo di pungolo, non fa che contribuire all'immobilismo dell'amministrazione. Invece, sono certo che ci siano ancora i presupposti per rilanciare il governo della città e per condividere un programma di fine mandato da portare avanti in questi due anni. Il tempo delle liti non è questo; quelle verranno dopo, quando si dovrà tornare al voto».
L'auspicio di Cordoma è che la maggioranza ritrovi un suo equilibrio discutendo intorno a un tavolo, cosa che finora però non è ancora accaduta. Intanto, la frattura politica ha creato un posto vacante in giunta, quello dell'assessore Paolo Cilli che, su richiesta del suo gruppo #Montesilvano2019, ormai più di un mese fa, ha rassegnato le dimissioni in attesa di un rimpasto amministrativo che non è mai arrivato. «Sono ancora convinto della scelta che ho fatto», garantisce Cilli. «Ci sono delle regole in politica che secondo me vanno rispettate e io l'ho fatto. Oggi siamo ancora in attesa di un chiarimento con il sindaco».
Ma c'è l'ipotesi di un nuovo incarico per lei? «Se il gruppo troverà un accordo con il sindaco, e se deciderà di riproporre il mio nome, io sarò a disposizione». E mentre la tregua sembra tutt'altro che vicina, l'appuntamento con la discussione del bilancio di previsione è sempre più imminente. Riuscirà il sindaco Maragno a superare l’ennesimo scoglio o sarà costretto, come avvenuto già durante l'approvazione delle tariffe Tari, ad accettare una serie di emendamenti promossi dai suoi ex sostenitori?
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