Coro di no alla sede della Regione «Fermiamo la colata di cemento»

Gli ambientalisti bocciano il progetto del Comune e rilanciano la proposta di una grande area verde Il sindaco Masci replica: «Per 20 anni non si è fatto nulla, ora andiamo avanti con il nostro piano»
PESCARA. È stato un coro di no quello che ha pervaso la seduta fiume del consiglio comunale che si è riunito ieri. Voluta dalle forze di centrosinistra, l'assemblea ha visto gli interventi per oltre 4 ore di rappresentanti delle associazioni ambientaliste e del commercio, consiglieri regionali, deputati e cittadini. Praticamente tutti, al netto delle voci del presidente di Confcommercio Riccardo Padovano e del presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, hanno dichiarato contrarietà nei confronti della scelta dell'amministrazione di voler collocare in una porzione delle aree di risulta la sede unica della Regione.
Nonostante le rassicurazioni arrivate dal sindaco, dai consiglieri di maggioranza, ma pure dal presidente Sospiri sull'impatto minimo dell'edificio sia in termini di superficie occupata, «4 mila metri quadri per un palazzo di 5 piani», ha spiegato quest'ultimo, e ambientali con la realizzazione di un parco da sei ettari, gli altri interventi hanno parlato di «errore e di scelta miope».
«Questo palazzo si mette in mezzo, relegando il parco a un fatto ornamentale», ha detto Massimo Palladini, presidente di Italia nostra. Ha parlato di «idea antica» Simona Barba del coordinamento Salviamo gli alberi. «Mettere il palazzo regionale lì significa mettere un tumore di cemento nel centro della città». «Se il primo impatto fosse un bosco urbano sarebbe un bel biglietto da visita per la città», ha analizzato Alessia Brignardello, delegata Abruzzo e Molise Aiapp (Associazione italiana architettura del paesaggio). «L'impressione è che manchi una vera visione che guardi alla sostenibilità», ha accusato Filippo Catania della Fiab che ha annunciato l'idea di promuovere una consulta delle associazioni, «affinché i pareri delle associazioni possano contare di più sulle scelte dell'amministrazione». «Con il palazzo della Regione il parco previsto nell'area di risulta passa da 6,7 a 5,7 ettari, cioè meno 10mila metri quadri» ha ricordato Augusto De Sanctis della Stazione ornitologica abruzzese. «È sbagliato pensare alla Regione lì», ha ribadito il deputato Luciano D'Alfonso secondo il quale il posto migliore è la City.
Dal consigliere regionale Pd Antonio Blasioli l'accusa è di aver adottato «procedure clandestine, nascoste e armeggiate». «Sono certo che ogni volta che faremo una cosa diversa da quella che dice l'onorevole D'Alfonso faremo la cosa seria, giusta e trasparente», ha risposto piccato il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli che ha restituito al centrosinistra l'accusa di aver avuto una «condotta carbonara». «Il parco si farà e sarà vivo, vitale, effervescente e dinamico», ha detto il sindaco Carlo Masci. «Dopo 20 anni dall'acquisizione non si è fatto nulla: né D'Alfonso, né Alessandrini e né Albore Mascia», ha affermato il primo cittadino. Tra i presenti anche l’ex deputato Raffaele Delfino. La seduta si è chiusa con l'approvazione di un ordine del giorno presentato dalla maggioranza e illustrato da Vincenzo D'Incecco, che invita sindaco e giunta a proseguire nelle attività per la sottoscrizione dell'accordo di programma con la Regione; a impegnare la Regione affinché il progetto sia di alto profilo architettonico e integrato armonicamente nel contesto ambientale, da redigere con un concorso di idee europeo; a garantire la copertura finanziaria con fondi regionali per infrastrutture stradali.

