Corso di cucito e vendita per le donne senza lavoro

24 Marzo 2017

Francavilla, il laboratorio di sartoria è organizzato dall’associazione Emozioni «Vogliamo aiutare i disoccupati e provare a restituire loro dignità e speranza»

FRANCAVILLA AL MARE. Un laboratorio di cucito che ha lo scopo di insegnare alle donne che hanno perso il lavoro un mestiere e che organizzerà anche la vendita dei vestiti che verranno prodotti nel corso delle venti lezioni previste. Questa, in ordine di tempo, l’ultima iniziativa proposta dall’associazione “Emozioni” di Francavilla al Mare che ha sede nel centro Padre Pio in via Nazionale Adriatica Sud numero 100.

Nata nel 2008 – per volontà di Anna De Siati (presidente), Elvana Maglio (vice) e Maria Teresa Rulli – l’associazione ha l’obiettivo di togliere dalla strada i bambini e ragazzi di varie etnie e di sostenere le famiglie in difficoltà economica, allo scopo di far crescere i più piccoli in modo sano. «Subito dopo l’apertura», racconta la De Siati, «ci siamo accorti di come non solo i bambini avessero bisogno di aiuto ma anche le famiglie. Nella zona Michetti, un giorno feci visita all’albergo delle Rose e mi accorsi di una realtà tremenda, con decine di famiglie che vivevano lì dentro, un ghetto». L'associazione, che è iscritta sia al Banco Alimentare che a quello Farmaceutico, con i quali collabora, ha attualmente in carico circa cento famiglie dei paesi coperti dall’Ente d’Ambito di cui è capofila Francavilla, ma anche un paio di famiglie di Pescara e Montesilvano.

Ogni quindici giorni avviene la distribuzione dei viveri, ma se qualcuno chiede aiuto la porta solitamente non viene mai chiusa. I farmaci di base vengono forniti a seconda delle esigenze. Tra le altre attività anche quella relativa al sostegno scolastico come il dopo scuola. Da sei anni a questa parte viene anche organizzato il pranzo di Natale per i senzatetto. L'attività dell’associazione Emozioni, all’interno della quale operano circa sette persone, è anche sintomatica di quella che è la situazione economica di moltissime famiglie francavillesi: «Dal 2008 a oggi la situazione è molto peggiorata», racconta la De Siati. «All’inizio erano principalmente famiglie di stranieri e immigrati a rivolgersi a noi, ormai invece la maggioranza sono nuclei italiani: tanti giovani che non trovano occupazione e una larga fascia di persone dai trenta ai cinquanta anni che si ritrovano senza lavoro. Molte di queste persone hanno grande dignità e si vergognano per la situazione che si trovano a vivere. In città il problema è molto sentito».

Il corso di cucito, organizzato nell'ambito del Sia (Sostegno inclusione attiva) inizierà giovedì prossimo, 30 marzo, e conta già cinque iscritte. Saranno venti le lezioni al termine delle quali, grazie alla vendita degli abiti, si potranno acquistare macchine da cucire per le partecipanti che vorranno proseguire con questa attività.

A settembre partiranno invece gli orti biologici sociali, progetto di coltivazione riservato agli uomini e un centro di aggregazione per bambini in concomitanza con il nuovo anno scolastico. Da ieri è anche possibile essere aiutati per la compilazione del curriculum tramite la piattaforma regionale Borsa Lavoro. «L'assistenzialismo puro non serve più», conclude Anna De Siati, «dobbiamo provare a ridare un lavoro e per questa ragione ci siamo inventati questo corso».

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