Corso Vittorio, aumentano i negozi chiusi

13 Marzo 2022

Tante saracinesche abbassate lungo la strada. I commercianti: «Colpa del Covid e del caro affitti»

PESCARA. Era l’anima e il cuore della città con la stazione ferroviaria a sud e il grattacielo, quello del Singleton, a nord. Era la strada delle banche, dei negozi più prestigiosi, per comprare nei quali la gente arrivava da fuori città e anche da fuori regione. Era la strada commerciale e dei grandi magazzini. C’erano la Standa, l’Upim, il primo Oviesse, Coin; c’era la galleria River. Oggi tutto questo sembra essere un lontano ricordo. Oggi di quello che era sino a qualche tempo fa corso Vittorio Emanuele resta poco o nulla. Percorrendola, sopratutto sul lato monti, si vedono solo saracinesche abbassate, locali vuoti e vetrine con cartelli “affittasi” o che annunciano svendite per chiusura attività.
«Ormai qui è una desolazione», dicono alcuni residenti, «c’è poco movimento soprattutto poi sul lato monti ed è per questo che tanti negozi, bar compresi, hanno chiuso o sono in procinto di farlo. «Corso Vittorio non è più quello di una volta», aggiunge la commessa di un piccolo Outlet. «Il Covid ha contribuito a dare la mazzata finale. Noi ci salviamo perché abbiamo una clientela fissa, ma per gli altri è dura». Per le associazioni di categoria, non è una novità che su corso Vittorio non c’è movimento. «C’è una desertificazione da diverso tempo», dice Carmine Salce direttore della Cna. «Ormai sono rimaste solo grandi catene. Il commercio purtroppo non è più compatibile con i costi degli affitti. Le catene invece hanno una logica completamente diversa. Il commercio, che ha fatto grande Pescara, ha problemi. Questa desertificazione è preoccupante anche sul versante sicurezza e ordine pubblico. Con le saracinesche abbassate e le luci delle vetrine spente, come si sa, gli episodi di microcriminalità crescono. Noi», fa presente, «lo diciamo da anni. C’è bisogno di un intervento del Comune per cercare di rendere più compatibili gli affitti, anche se ci rendiamo conto che in questo momento anche le amministrazioni sono in difficoltà.
«Dopo due anni di pandemia e chiusure», sottolinea Gianni Taucci, direttore della Confesercenti, «era nell’aria che le attività non potessero reggere. Corso Vittorio, lato monti, fra l’altro, seppure ora riqualificata non ha immobili altrettanto riqualificati. Lungo la via, stanno chiudendo anche bar proprio perché non c’è gente in giro e di conseguenza si spostano. Corso Vittorio comunque è in condizioni difficili da anni».
Anche per Enzo D’Ottaviantonio, presidente di Federmoda Confcommercio Pescara, la pandemia ha finito per peggiorare la crisi già in atto. «Corso Vittorio, che è la via più importante della città», sottolinea, «soffre nella geografia che si è ridisegnata. Si è spostato tutto nel centro commerciale naturale anche se pure qui i negozi non se la passano bene. La situazione non è bella. C’è tanta incertezza. E gli scenari sono ancora più duri».