Corso Vittorio, c’è uno spiraglio: ora si studia un rinvio dei lavori

Masci apre alle richieste dei commercianti sullo slittamento dell’intervento, ma la data è da decidere Le associazioni restano in stato di agitazione: «Siamo pronti a organizzare una manifestazione»
PESCARA. Sullo slittamento dei lavori in corso Vittorio Emanuele dal 24 luglio, come deciso dall'amministrazione comunale, al 21 o al 18 agosto, come chiesto dai commercianti e anche da gran parte dei partiti di maggioranza, tutto ancora tace. Il sindaco Carlo Masci fa sapere che «si sta ragionando per trovare un massimo punto di equilibrio, tenendo conto delle esigenze dei negozianti per quanto riguarda lo svolgimento dei saldi, ma anche di quelle dei cittadini che non possono trovare il cantiere aperto alla riapertura delle scuole». «Stiamo lavorando in questo senso», ribadisce, «sapendo che ci sono delle esigenze opposte da contemperare».
Le associazioni più rappresentative dei commercianti, che nei giorni scorsi hanno annunciato di essere pronte a scendere in piazza se non ascoltate, non hanno alcuna intenzione di arrendersi. Lunedì saranno presenti al consiglio comunale straordinario chiesto dall'opposizione, in merito all'inchiesta della procura su droga e appalti in Comune. «Non ci fermeremo», dice Marina Dolci, presidente di Confesercenti. «Ci aspettiamo di essere convocati dal sindaco per un incontro. Non ci bastano i post su Facebook. Noi vogliamo che si facciano i lavori in corso Vittorio per migliorare e rendere più sicura la strada, ma vanno realizzati nei tempi giusti». «Non si possono avviare i lavori a luglio, nel pieno dei saldi», sottolinea Riccardo Padovano, presidente di Confcommercio, «e come noi la pensano i partiti di maggioranza da Fratelli d'Italia, a Forza Italia all'Udc e, quindi, ritengo che la partita, a questo punto, sia chiusa. La giunta prenda atto e applichi il buonsenso. Nessuno vuole fare il braccio di ferro. Bisogna capire che di mezzo c'è un settore strategico della città, che è molto legato agli eventi e alle iniziative. Da Pasqua questo settore è stato parecchio penalizzato dal maltempo. E ora che la città si sta riaprendo e che stanno arrivando i turisti, non si può pensare di bloccare tutto». «Allora ragioniamo»,afferma Padovano, «e dovrebbe farlo la giunta. La politica è l'arte del compromesso. In ogni modo, nel momento in cui i partiti hanno diffuso dei comunicati chiedendo il rinvio dei lavori, noi una risposta l'abbiamo avuta».
Anche il direttore di Confartigianato Fabrizio Vianale si aspetta una convocazione da un momento all'altro del sindaco. «Io ritengo», fa presente, «che Masci non possa e non voglia andare contro i rappresentanti dell’ economia cittadina e contro la sua stessa maggioranza. Credo e mi auguro che da parte sua ci sia un ripensamento, in caso contrario siamo pronti, come abbiamo già annunciato, a delle azioni di protesta, alle quali speriamo di non dover arrivare. Aspettiamo, dunque, che fissi un incontro per prendere atto della volontà della città e della sua maggioranza». «Siamo ancora nei tempi», spiega il direttore della Cna, Luciano Di Lorito, «diamo ancora qualche giorno al sindaco poi, se non arriveranno le risposte che ci attendiamo, andremo avanti. Sabato scorso, la gran parte della sua maggioranza ha detto di essere favorevole allo spostamento dei lavori». In una nota, Fratelli d'Italia al completo ha scritto che «la chiusura del corso in un momento così centrale rappresenterebbe una pesante limitazione» e pertanto ha invitato l'amministrazione «con forza a rispettare e ad accettare le istanze provenienti dal mondo imprenditoriale e delle associazioni che lo rappresentano». La nota è stata firmata anche dall'assessore al commercio Alfredo Cremonese. Sulla stessa linea Forza Italia, il partito del sindaco, e il consigliere dell'Udc Massimiliano Pignoli. Più cauta la Lega. «Abbiamo fatto due riunioni con le associazioni e c'è stato un rinvio», ha evidenziato Marcello Antonelli, «ora stiamo lavorando per studiare una viabilità alternativa per tenere aperto il cantiere durante le scuole, perchè solo in questa maniera sarà possibile rimandare i lavori a dopo Ferragosto».

