Corso Vittorio e stangata mensa: l’opposizione all’attacco di Masci

Domani torna a riunirsi il consiglio comunale, il M5S: «La strada del centro a rischio incidenti» Sui pasti a scuola, il Pd chiede di revocare gli aumenti delle tariffe: «Servono incentivi per le famiglie»
PESCARA. Corso Vittorio colorato di rosso e la stangata in arrivo sulle mense scolastiche. Questi i temi che, domani alle ore 15.30, saranno al centro del consiglio comunale che tornerà a riunirsi dopo la pausa estiva. Sarà un’altra seduta sotto il segno delle polemiche con il M5S e il Pd ad attaccare l’amministrazione di centrodestra del sindaco Carlo Masci (Forza Italia). E il consiglio si aprirà con due punti all’ordine del giorno che potrebbero riservare sorprese mentre le elezioni comunali del 2024 si avvicinano sempre di più: il presidente Marcello Antonelli della Lega farà delle «comunicazioni» ai consiglieri. Cosa dirà in aula, Antonelli non vuole anticiparlo ma oggi è in programma un incontro con la segretaria generale Carla Monaco. A seguire anche il sindaco farà le sue «comunicazioni».
Poi, il dibattito entrerà nel vivo con un’interrogazione sui lavori in corso Vittorio presentata dai consiglieri del M5S Massimo Di Renzo, Erika Alessandrini e Paolo Sola: dal sindaco e dall’assessore ai Lavori pubblici Luigi Albore Mascia, i consiglieri grillini chiedono di sapere «se è stata fatta una valutazione tecnica» sulla verniciatura del manto stradale invece che una colorazione della pasta di asfalto; altra richiesta è di sapere se corso Vittorio colorato e disegnato «possa comportare responsabilità per eventuali inconvenienti o danneggiamenti a veicoli o pedoni con conseguente addebito a carico dell’ente»; e ancora «se i giunti di larghezza eccessiva possano costituire ostacoli e possibili fonti di pericolo sia per chi si muove in carrozzina sia per gli anziani».
Sulle tariffe della mensa, già contestate da sindacati e famiglie, i consiglieri del centrosinistra invocano una marcia indietro dell’amministrazione: dal 2024 la tariffa intera passerà da 3,71 euro più Iva a 6,24 euro più Iva; quella ridotta al 50% per i redditi più bassi da 1,85 euro più Iva a 3,12 euro più Iva. «Tali incrementi sono superiori anche di sette volte rispetto al tasso di inflazione che si attesta ufficialmente all’8%», protestano i consiglieri Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli. Con una mozione che sarà messa al voto, i consiglieri chiedono di «riformulare le tariffe; limitarsi ad applicare i soli aumenti Istat; ripristinare l’intervento finanziario per calmierare le tariffe; valutare l'introduzione di una nuova fascia Isee alla quale applicare una tariffa ridotta rispetto al massimo così da tutelare anche le famiglie della cosiddetta fascia media; valutare l’introduzione di agevolazioni tariffarie per le famiglie con più di un figlio contestualmente iscritto al servizio di ristorazione scolastica».

