Corso Vittorio, le fioriere sono costate 80mila euro È ancora lite in Comune

L’assessore Santilli rivela la spesa delle 5 pensiline per le piante di glicine Rapposelli: «Scelta incomprensibile, ma ormai non si può più cambiare»
PESCARA. Sono costate 80mila euro le cinque fioriere a forma di pensilina già spuntate in corso Vittorio Emanuele, tra via Venezia e via Genova. A riferirlo ieri, durante la seduta della commissione Attività produttive, è stato l’assessore al Verde Gianni Santilli. Contro i telai in ferro che ospiteranno le piante pendenti di glicine, si erano schierati già i commercianti del centro e adesso protestano anche i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione. Ma, con le strutture ormai montate sul marciapiedi e i soldi pubblici già spesi, l’assessore ha annunciato che si va avanti: «A breve, le fioriere saranno collaudate e poi saranno messe a dimora le piante di glicine», questo l’annuncio di Santilli.
PROGETTO TAGLIATO Dall’audizione dell’assessore e vice sindaco è emerso anche un altro dettaglio: il primo progetto per corso Vittorio prevedeva in tutto 16 fioriere con una spesa di 256mila euro circa; poi, a causa della mancanza di fondi, lo schema è stato cambiato. Il progetto è stato approvato dalla giunta Masci a ridosso dello scorso Natale: la delibera parla di «sistemi spaziali (pensiline) in cui le stesse essenze possano svilupparsi in maniera controllata anche in altezza». E la delibera spiega così i dettagli: «Detti sistemi spaziali, concepiti sinergicamente con i funzionari comunali dal punto di vista della forma, delle dimensioni e delle caratteristiche geometriche, saranno costruiti e quindi installati il più possibile “trasparenti” in modo da integrarsi con il variegato costruito in essere e riqualificare, ovvero “ricucire”, anche il tessuto urbano».
PROTESTA LA POLITICA Ma sulle fioriere non c’è accordo. «E ormai non si può fare più niente», commenta il consigliere Fabrizio Rapposelli (Forza Italia), presidente della commissione, «resto critico perché corso Vittorio avrebbe avuto bisogno di un altro tipo di verde e non di una serie di tettoie potenzialmente a verde perché», sottolinea, «prima che la piante di glicine esplichino la loro funzione ci vorranno almeno due anni. Per la scelta progettuale avrei preferito un’alberatura di diversa natura, più consistente e più ampia per assolvere alla funzione di creare ombreggiatura e assicurare maggior decoro. La scelta però è stata questa e i soldi pubblici già spesi, amen». Rapposelli parla di «una scelta quasi incomprensibile: il glicine è una pianta che sporca, che ha una fioritura limitata nel tempo, cioè soltanto un paio di settimane l’anno, quindi l’obiettivo di garantire un decoro colorato lungo corso Vittorio non si raggiunge». E poi ci sono le proteste dei negozianti: «Condivido con i commercianti la preoccupazione per la visibilità delle vetrine e delle insegne. Le pensiline sono alte quanto i locali e, quindi, potenzialmente lesive». E Rapposelli riapre un fronte di polemica con l'assessore al Commercio Alfredo Cremonese di Fratelli d’Italia: «Rimarco l’assenza assordante dell’assessore al Commercio, rimango per la centesima volta a bocca a aperta: se le proteste arrivano sempre dai commercianti, allora, l’assessore che ci sta a fare?».
«CHIESTI CHIARIMENTI» Nei giorni scorsi, anche la consigliera Zaira Zamparelli (FdI) aveva criticato il progetto: «Tra i consiglieri presenti in commissione», conclude Rapposelli, «in tanti hanno chiesto chiarimenti, soprattutto di maggioranza. L’assessore ci ha spiegato che le strutture sono state già allocate, con tanto di micropali, e non si può tornare indietro».

