«Così isoleremo la discarica sul Saline»

Pronto il piano per disinnescare la bomba ecologica. Mergiotta: chiederemo il dissequestro del sito. Lavori entro luglio
MONTESILVANO. Messa in sicurezza dell’ex discarica di Villa Carmine ai nastri di partenza. Il sito, posto sotto sequestro lo scorso 6 aprile, causa un importante perdita di percolato a pochi metri dalla sponda del Saline, sta per essere dissequestrato per consentire al Comune e al Genio Civile di realizzare una serie di interventi mirati a isolare definitivamente la montagna di rifiuti dal corso d’acqua e fortificare gli argini per evitare incidenti ambientali ben più gravi.
I lavori, che potrebbero cominciare già nei prossimi giorni, dopo il via libera del Tribunale, avranno una durata di circa un mese. Presumibilmente, entro fine luglio, il lavoro sarà completato. A tracciare il cronoprogramma degli interventi e a riepilogare quanto finora è stato fatto per tamponare l’emergenza ambientale è il dirigente comunale dell’urbanistica, Valerio Mergiotti, nominato custode giudiziario dell’area da 21 mila metri quadrati di rifiuti. «Il giorno del sequestro», spiega, «l’Arta ha fatto due tipi di prelievi: uno relativo alle acque superficiali del fiume; l’altro sul presunto percolato presente nell’alveo del fiume, ma a quanto pare contenuto da strati di terreno impermeabile che avrebbero impedito la contaminazione delle acque. Le stesse analisi sono state ripetute una ventina di giorni dopo e, in entrambi i casi, hanno dato risultati confortanti. Quanto alle analisi sul liquido, siamo ancora in attesa degli esiti, necessari allo smaltimento corretto del materiale». Nel frattempo, l’amministrazione comunale ha provveduto, con l’ausilio di una ditta esterna, ad aspirare il percolato, circa 800 quintali, e a stoccarlo in cisterne d’acciaio in attesa del codice Cer (catalogo europeo dei rifiuti) per le modalità di smaltimento. Risolto un primo problema, ora l’urgenza è quella di mettere in sicurezza l’ex discarica per evitare che ulteriori fuoriuscite finiscano nel fiume. «Realizzeremo una trincea», prosegue Mergiotti, «per un importo di circa 40/50 mila euro di fondi comunali già disponibili, una sorta di vasca di raccolta del percolato. Questo nell’immediato, poi si dovrà decidere cosa fare nel futuro: eliminare la montagna di rifiuti o tombarla definitivamente. In quest’ultimo caso, la trincea non sarà più sufficiente».
Ma quello del percolato non è l’unico fattore che attualmente minaccia il fiume, dal momento che la strada che costeggia la grande discarica, già franata e ripristinata di recente, presenta evidenti criticità. «Sempre in qualità di custode», aggiunge Mergiotti, «ho convocato i tecnici del Genio civile per un sopralluogo volto a verificare l’erosione di circa 200 metri di argine vicino alla discarica. Effettivamente sarà necessario un intervento, per un importo di circa 200 mila euro a carico della Regione, per ripristinare gli argini. Gli interventi, durata dei lavori circa un mese, potranno essere svolti contemporaneamente alla realizzazione della trincea».
Quanto ai tempi di realizzazione dei due interventi, il dirigente auspica che tutto possa essere realizzato entro la fine di luglio. «In settimana, inoltrerò il programma dei lavori al sostituto procuratore per chiedere il dissequestro del sito per poter avviare le opere».
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