«Così l’ex sindaco ci chiese di dimetterci»

26 Settembre 2014

PESCARA. «Ranghelli ci convocò nel suo ufficio con un telegramma per il 2 ottobre 2009: ci disse che era cambiata l’amministrazione e ci chiese un passo indietro». È stato l’architetto Vincenzo...

PESCARA. «Ranghelli ci convocò nel suo ufficio con un telegramma per il 2 ottobre 2009: ci disse che era cambiata l’amministrazione e ci chiese un passo indietro». È stato l’architetto Vincenzo Cerritelli, uno dei 4 che avrebbero dovuto riscrivere il Prg di Spoltore e attuale responsabile dell’Urbanistica, ad aprire la seduta di ieri. Per l’accusa, la politica avrebbe provato a revocare l’incarico ai progettisti per nominare tecnici «amici». «Ranghelli», ha detto Cerritelli, «ci disse anche che il Comune sarebbe stato riconoscente ma non era una strada percorribile: noi avevamo vinto un bando pubblico, non eravamo tecnici di fiducia». La stessa versione è stata confermata dagli altri progettisti, Tiziano Cetrano, Pasquale Felicetti e Fabio Marulli. «Non capivo perché avrei dovuto dimettermi», ha detto Felicetti, «alla fine, non siamo stati né osteggiati né aiutati». Il gruppo dei 4 ha stilato un preliminare che, finora, è caduto nel vuoto. (p.l.)