Così la Regione blinda le Rsa e garantisce la telemedicina

11 Aprile 2020

PESCARA. La Regione Abruzzo blinda le strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie con un’ordinanza del presidente Marco Marsilio che prevede misure straordinarie per il contrasto ed il...

PESCARA. La Regione Abruzzo blinda le strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie con un’ordinanza del presidente Marco Marsilio che prevede misure straordinarie per il contrasto ed il contenimento sul territorio regionale della diffusione del Covid-19. Saranno garantite, inoltre prestazioni in telemedicina per i pazienti diabetici e per quelli con disturbi dello spettro autistico. Anche in questo caso le nuove indicazioni sono contenute in due distinti documenti tecnici recepiti in altrettante ordinanze del governatore.
Per quanto riguarda le strutture residenziali sanitarie e socio sanitarie, l’atto di Marsilio ordina che tutti i nuovi pazienti debbano eseguire tampone preventivo ed essere collocati in stanze separate dagli altri degenti, per un periodo di 14 giorni, anche con referto di tampone negativo. Chi verrà dimesso da un presidio ospedaliero potrà essere trasferito nelle strutture residenziali socio-sanitarie, esclusivamente previa esecuzione di tampone ed essere collocati in aree/stanze separate dagli altri degenti, per un periodo di 14 giorni.
L’ordinanza, inoltre, dispone «l’accesso alle strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie, dei pazienti no-Covid dando priorità a quelli provenienti da presidi ospedalieri pubblici rispetto a quelli provenienti dal territorio, fino al termine dello stato di emergenza e comunque sino a diverso provvedimento, per alleggerire l’attività ospedaliera, fermo restando la necessità di evitare il sovraffollamento delle strutture residenziali ospitanti». Saranno necessari, inoltre, diversi controlli. Ad esempio dovranno essere sottoposti a specifico test molecolare per la diagnostica di Covid-19, ove possibile rapido, tutti gli operatori che a diverso titolo accedono alle strutture residenziali. In caso di positività del test diagnostico i lavoratori dovranno essere allontanati e sottoposti a sorveglianza sanitaria attiva.
Passando invece alla telemedicina, l’assessore alla sanità, Nicoletta Verì, ha spiegato come fosse «indispensabile disciplinare queste modalità terapeutiche, che assicurano la continuità assistenziale in tutta sicurezza e mantenendo il distanziamento sociale imposto dalla normativa per il contenimento dei contagi da Covid-19».
Televisita, telesalute, telemonitoraggio, teleassistenza: sono le parole chiave che, in tempi di coronavirus, andranno a garantire le prestazioni in telemedicina. Per il diabete la sospensione delle attività ambulatoriali (fatte salve quelle a carattere di urgenza), ha determinato la necessità di accelerare l'introduzione di una procedura telematica per le consulenze ospedaliere e le visite ambulatoriali da remoto. Il sistema si applica sia a coloro che accedono per la prima visita alle strutture diabetologiche regionale, sia a coloro che hanno già una visita prenotata, ma che non possono accedere alle strutture stesse. Lo stesso vale per la terapia dei disturbi dello spettro autistico, con un'attività di tipo proattivo aperta anche ai familiari dei pazienti, che permette di riavviare i percorsi psico-educativi interrotti a causa della pandemia.
Gli interventi da remoto devono includere il monitoraggio delle condizioni di salute, il proseguimento delle attività avviate, rimodulandole in modalità telematica, nonché il supporto ai caregiver per la strutturazione della giornata, indicando le attività opportune e le risorse a disposizione. Con la televisita, invece, il medico specialista interagisce attivamente con il paziente attraverso un collegamento video. Dalla diagnosi può derivare anche la prescrizione di farmaci o terapie. E ancora con il telemonitoraggio, medico e paziente interagiscono sulla gestione dei dati clinici, della terapia e della formazione del paziente. Con la telesalute, infine, medico e paziente hanno entrambi un ruolo attivo, rispettivamente nella presa in carico e nell'autocura.
In questo ambito è prevista anche la partecipazione dei caregiver familiari. Ogni ambulatorio dovrà essere dotato di strumenti informatici per l'erogazione del servizio (anche con l'utilizzo di dispositivi mobili), attraverso qualunque piattaforma possa essere utile allo scopo. (a.s.)