Così rubano i nostri numeri di cellulare

Valgono 0,8 centesimi l’uno ed è possibile acquistarne 500 mila. Un’inchiesta giornalistica svela un mercato nero ricco e impunito
PESCARA. Valgono 0,8 centesimi l’uno, ma ne puoi acquistare anche 500mila in blocco. Dove vengono presi i nostri numeri telefonici, e tutti i dati utilizzati da certi call center per le chiamate commerciali moleste, aggressive, quasi da stalking, che ci perseguitano ogni giorno? Alcuni colleghi toscani, del quotidiano Il Tirreno, agendo sotto copertura, fingendosi cioè dei veri e propri utenti interessati, sono arrivati alla fine a contattare una società albanese che vende pacchetti di numeri di cellulari anche dedicati a zone d'Italia. In questo caso i colleghi, spacciandosi come titolari di una società che vende prodotti energetici, gas e luce, chiedevano numeri telefonici riferiti a tre regioni, Toscana, Marche ed Umbria, e sono arrivati fino al limite di acquistarne 500mila, scoprendo i retroscena di un mercato nero, ricco e impunito, che ruba e rivende i nostri numeri di cellulare, gli indirizzi, i codici fiscali e, se servono, anche i codici delle bollette di luce e gas. L’inchiesta giornalistica entra nel vivo il 2 marzo scorso e porta in Albania. Ma non è l’unico luogo dove il mercato dei numeri rubati fa affari. Il primo contatto avviene su Facebook alla fine di febbraio attraverso un profilo dedicato proprio alle liste dei numeri. È sul social che compare il messaggio: «Vendiamo nominativi di energia e gas a richiesta delle zone completi di tutti i dati (numero cel\fisso nome cognome via completa c.fiscale pod/pdr iban carta di identita ect...) nominativi di telefonia Fastweb Vodafone con problemi oppure senza». Ma è solo una civetta perché le trattative per acquistare le liste avvengono rigorosamente in privato.
«Per maggiori informazioni contatti in privato», si legge sul profilo Fb. Il 2 marzo, parte la richiesta, la prima, dei giornalisti che si fingono interessati. «Buonasera, vorrei avere informazioni su come acquistare queste liste», è la domanda alla quale arriva risposta immediata, scritta in un cattivo italiano, da chi, dall’altra parte, chiede informazione sul settore di cui la società si occupa: energia o telefonia? In base al settore il tipo di lista cambia. La risposta è: energia, e il fornitore si mostra subito disponibile a procurare nomi e numeri di cellulare, città di residenza e via, codice fiscale e persino pod e pdr, quei codici speciali che compaiono sulle bollette che ci vengono recapitate a casa. Il mercante in nero ci tiene anche a garantire al cliente che i numeri che gli saranno forniti sono ottimi: aggiornati fino a tre mesi prima o al massimo un anno, con una probabilità di successo che, a suoi dire, sarebbe stata del 98%. Quindi comincia la parte più delicata, quella dell’offerta, del rilancio e dell’acquisto, come al mercato della frutta solo che la merce in vendita non è composta da pomodori, prezzemolo e peperoni, ma in ballo c’è la nostra privacy , il diritto sacrosanto a non essere molestati telefonicamente.
La prima richiesta dei giornalisti avviene via whatsapp ed è di un milione di numeri. Dall’altra parte però rispondono 500mila, al costo di 0,8 centesimi l’uno. L’affare è quasi concluso quando i giornalisti chiedono di mandare una prima tranche di prova: 400 numeri da pagare senza lasciare traccia ricorrendo a una società che trasferisce denaro all’estero in tempo reale. I numeri test sono buoni, ma l’inchiesta si ferma qui, senza superare il confine della legalità. (l.c.)

