Cosa cambia: niente sanzioni a chi non si mette in regola

PESCARA . Sempre più complicato l’intreccio legislativo sull’obbligo di vaccini per nidi e materne. La norma sul rinvio dell’obbligo di un anno slitterà quasi certamente a settembre con il decreto...
PESCARA . Sempre più complicato l’intreccio legislativo sull’obbligo di vaccini per nidi e materne. La norma sul rinvio dell’obbligo di un anno slitterà quasi certamente a settembre con il decreto Milleproroghe, quando sarà troppo tardi per le iscrizioni.
Resta quindi valida la circolare dei ministri Grillo e Bussetti che prevede l’autocertificazione delle vaccinazioni da parte dei genitori. Nessuna sanzione, dunque, e nessuna decadenza dall’iscrizione a scuola, se i genitori di bambini e ragazzi presenteranno al posto del certificato di avvenuta vaccinazione, una dichiarazione sostitutiva.
Sulla materia si innestano poi i due emendamenti approvati il 2 agosto dalla commissione Affari costituzionali del Senato e inseriti nell’articolo 6 del decreto Milleproroghe che fanno slittare l’esclusione da asili nido e scuole materne all’anno scolastico 2019/2020. In sostanza, per i bambini e i ragazzi con età compresa tra 6 e 16 anni, la circolare Grillo prevede che è da considerarsi valida la documentazione già presentata per l’accesso all’anno scolastico 2017-18, nel caso in cui non siano previste nuove vaccinazioni o richiami; nel caso di una prima iscrizione deve essere invece presentata l’autocertificazione.
Per i bambini con età compresa tra 0 e 6 anni deve essere invece presentata una “dichiarazione sostitutiva” di avvenuta vaccinazione, che può essere compilata autonomamente dalla famiglia.
A criticare la scelta di inserire nel Milleproroghe la materia è l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci. «Significa», spiega, «che la questione può essere prorogata ogni volta che si presenta il Milleproroghe. Basta dire ogni volta che l’obbligo vaccinale è posticipato di un anno. Hanno scelto un canale normativo pericolosissimo», osserva, «perché quello che può sembrare il semplice scivolamento di un anno può essere in teoria riproposto per l’intera durata della legislatura».
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