Costa abruzzese, arriva un piano anti-erosione

1 Settembre 2020

L’esecutivo regionale ha dato l’ok: analisi preventiva e interventi immediati Nominato il nuovo capo dell’agenzia di Protezione civile, è Mauro Casinghini

PESCARA. L’agenzia regionale di Protezione civile sarà diretta da Mauro Casinghini. La nomina da direttore è arrivata ieri pomeriggio direttamente dalla giunta regionale. Il 50enne romano è direttore generale del corpo italiano di soccorso del Sovrano militare Ordine di Malta e dipendente della Presidenza del Consiglio dei Ministri-dipartimento della Protezione civile (attualmente in aspettativa). Casinghini, che ha risposto a un avviso di selezione pubblica, sarà in Abruzzo per tre anni e verrà retribuito con 115mila euro lordi l’anno. Nei mesi scorsi c’erano state polemiche per l’iter del bando sul quale poi si è dovuto pronunciare il capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borrelli. Laureato in coordinamento delle attività di Protezione civile e successivamente in rischio ambientale e Protezione civile, nel corso della carriera ha ricoperto numerosi incarichi tra i quali il supporto al comitato tecnico scientifico per l'emergenza epidemiologica da virus Sars-Cov-2, consulente per la Protezione civile del Comune di Roma capitale e consulente della Protezione civile della Regione Lazio per l'organizzazione del volontariato. Sempre la giunta regionale ha inoltre conferito a Daniela Valenza l'incarico, della durata di tre anni, di dirigente del servizio assistenza atti del presidente e della giunta regionale, incardinato presso il dipartimento presidenza, nella sede dell'Aquila. Ok del presidente Marco Marsilio e dei suoi anche al “Piano di difesa della costa dall’erosione, dagli effetti dei cambiamenti climatici e dagli inquinamenti” che andrà ad aggiornare il piano “Gestione integrata dell’area costiera. Piano organico per il rischio delle aree vulnerabili. Fattibilità di interventi di difesa e di gestione della fascia litoranea su scala regionale” approvato nel 2002. In sostanza il piano mira a gestire il rischio della fascia costiera abruzzese, attraverso l’analisi preventiva degli eventi potenzialmente pericolosi e la pianificazione degli interventi necessari per delimitarne e contrastarne gli effetti già determinati. Il piano è stato redatto dalla Regione Abruzzo a cura del servizio opere marittime e acque marine del dipartimento infrastrutture dell’ente. Dalle analisi effettuate si è verificato che circa il 21 per cento dell’intero litorale risulta in arretramento, il 25 per cento è sostanzialmente stabile, e circa il 54 per cento è in avanzamento. Il sistema regionale delle opere di difesa, barriere longitudinali e trasversali, emerse e sommerse conta 647 elementi censiti, di questi 538 sono barriere longitudinali mentre 109 sono opere trasversali. L’obiettivo è quello di assegnare a tutta la costa abruzzese un regime di piano che, definendone il grado preliminare di trasformabilità definisce i possibili interventi che i vari soggetti possono proporre a successiva progettazione, valutazione e autorizzazione. Inoltre stabilisce, attraverso le norme tecniche attuative le modalità tecniche e procedurali della gestione consisteva in Abruzzo.
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