Costa, solo tre prelievi oltre i limiti

Ecco le analisi di giugno: acqua pulita ovunque da Martinsicuro a San Salvo. Fatta eccezione per l’Ortonese
PESCARA. È pulito il mare abruzzese? La risposta è sì. Oltre 130 chilometri di costa sono stati passati ai raggi X tra l’8 e il 9 giugno scorso dai tecnici dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta). Sono 112 i punti di prelievo da Martinsicuro a San Salvo. E di tutti questi punti, che riportiamo nella tabella pubblicata in alto, solo tre sono risultati fuorilegge perché con valori di Escherichia coli ed Enterococchi intestinali superiori ai limiti fissati rispettivamente a 500 mpn/100 ml e a 200 mpn/100ml. Ma non bastano tre punti in rosso per rovinano l’estate abruzzese che sta per cominciare dopo un lungo periodo di sacrifici e privazioni da Covid 19.
Meglio di così non poteva certamente andare. Soprattutto se si tiene conto che i valori dei batteri fecali sono precipitati in basso nei tratti tradizionalmente segnati in rosso, a cominciare dalle zone di Pescara all’altezza di via Leopardi e via Galilei, oppure nelle zone a ridosso della foce del fiume Saline, quindi a cavallo tra Marina di Città Sant’Angelo e Montesilvano, o infine lungo la costa francavillese che ora risulta totalmente balneabile.
I risultati della analisi di routine dell’Arta, eseguite in due giorni di questa settimana, lunedì e martedì scorsi, sono stati pubblicati ieri mattina sul sito dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale, e rivelano che, in quelle date, i tre punti con i parametri oltre i limite di legge erano tutti nella zona di Ortona.
Nel dettaglio: 50 metri a Nord di fosso Cintioni; 200 metri a Sud del fiume Arielli e 200 metri a Nord della stazione ferroviaria di Tollo. In particolare la quantità di Escherichia Coli, misurata si diceva in mpn per 100 millilitri, che sta per la densità di una popolazione di microrganismi vitali in un dato campione, hanno superato anche di sei volte il valore massimo consentito.
Ma il resto della costa è praticamente immacolato, da Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova e Roseto, fino a Pineto, Silvi, Città Sant’Angelo, Montesilvano, Pescara e Francavilla.
E poi i tratti di mare che bagnano la costa davanti a San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia e Torino Di Sangro, fino a Casalbordino, Vasto e San Salvo.
La trasparenza, non solo dell’acqua, fa bene al turismo. L’Arta infatti anche quest’anno continuerà a divulgare sul proprio sito i dati sulla salute dell’acqua marina (oltre che dei laghi d’Abruzzo). Lo aveva annunciato, qualche settimana fa al Centro, l’avvocato Maurizio Dionisio, neo direttore generale dell’agenzia subentrato a Francesco Chiavaroli, secondo la logica dettata dallo spoil system. «Assolutamente sì», ha detto Dionisio. «Qualche anno fa», ha aggiunto, «durante una mia permanenza in Costa Azzurra, rimasi impressionato che ogni stabilimento di Nizza, Cannes e Saint-Tropez, all’ingresso aveva affisso le analisi della locale struttura deputata al controllo delle acque che forniva ai bagnanti lo stato dell’acqua. Vorrei che anche da noi, attraverso un accordo con i balneatori, il turista nel momento dell’accesso allo stabilimento, possa avere le analisi dell’Arta messe in una bacheca». Infine il commento dell’assessore regionale al Turismo, Mauro Febbo, che dice: «Le ultime analisi effettuate dall’Arta ci confermano l’ottima qualità delle acque del nostro mare ed il netto miglioramento rispetto alla stagione 2019: pertanto gli abruzzesi ed i turisti possono vivere in piena sicurezza la stagione balneare 2020». Coronavirus a parte.
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