Costa: «Subito la bonifica dei siti di Bussi»

8 Aprile 2020

Il ministro plaude alla sentenza che ha condannato Edison. Soddisfazione anche di Febbo e Zaffiri

BUSSI SUL TIRINO. «La sentenza del Consiglio di Stato sulla discarica di Bussi ha sancito un principio inderogabile: chi inquina deve pagare. Il responsabile è ora stabilito in modo definitivo. Inappellabile. Una sentenza che onora la memoria del generale Guido Conti, a cui tutti noi dobbiamo dire grazie». Così il ministro dell'Ambiente Sergio Costa in merito alla sentenza di lunedì del Consiglio di Stato che attribuisce a Edison la responsabilità dell'inquinamento dei siti di Bussi.
«Mio amico di sempre, dai tempi dell'università», ricorda il ministro, «il generale Conti è stato figlio dell'Abruzzo e innamorato della sua terra ed è stato un grande investigatore: dobbiamo a lui le indagini che hanno messo in luce l’avvelenamento del suolo e delle falde. Questa sentenza è un atto di giustizia anche alla sua memoria e ora il nostro compito come Stato è far partire subito le bonifiche. Adesso Edison proceda immediatamente con le bonifiche. Non si può sottrarre alle sue responsabilità. Il ministero dell'Ambiente sarà sempre pronto al confronto se necessario e vigileremo affinché i tempi degli interventi siano rispettati».
Dello stesso tenore il commento dell’assessore regionale alle attività produttive Mauro Febbo. «È una bella notizia per uno specifico territorio sito nel cuore della nostra regione e sopratutto rende onore e giustizia all'intero Abruzzo», afferma, «adesso è necessario che il ministero acceleri nell'erogazione dei 50 milioni di euro destinati alla bonifica stanziati, per chi se lo fosse dimenticato, dal governo Berlusconi attraverso la Legge finanziaria del 2010».
«La sentenza, confermando dunque la bontà dell'operato della Provincia, credo che rappresenti indiscutibilmente una pietra miliare in una vicenda lunga, dolorosa e che è costata tantissimo al nostro Abruzzo, in termini di immagine, di salute, di economia e di turismo», conclude il presidente della Provincia Antonio Zaffiri, «quella sentenza rappresenta la vittoria di un territorio fortemente e ingiustamente penalizzato».
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