Costantini: in 5 anni scelte prepotenti, ascolterò i cittadini

13 Maggio 2024

L’esponente del centrosinistra presenta le sue cinque liste «Commercio, cemento e multe: ecco i danni di Pescara»

PESCARA . «Con noi, sarà un governo che non tollererà prepotenze, ma che metterà al centro il valore dell’ascolto e della condivisione. Per fare in modo che mai più debbano rendersi necessari dei passi indietro, perché a pagare le scelte sbagliate sono i cittadini». Carlo Costantini, candidato del centrosinistra con 5 liste, passa in rassegna i suoi 153 candidati e dice: «Sono portatori di esperienze umane e professionali straordinarie», afferma dal palco di piazza Muzii, scelta come set per presentare le liste. E la Pescara dell’ex deputato ed ex consigliere regionale riparte dal ponte del Mare, l’infrastruttura diventata simbolo della città: lo spot elettorale di Costantini, primo atto della campagna elettorale, disegna una giornata dall’alba al tramonto dentro la città per dire ai potenziali elettori «cosa sarà la Nuova Pescara attraverso la capacità di rinnovarsi e di connettersi con il futuro». Cuore del filmato è proprio il ponte del Mare, «simbolo della città e metafora dell’unione e del progresso». In prima fila, a guardare il promo elettorale durante la presentazione di sabato scorso, il deputato Pd Luciano D’Alfonso, che fu l’ideatore del ponte tra la marina nord e la marina sud per cancellare una cesura al centro della città. Presente anche il consigliere regionale Luciano D’Amico.
ATTACCO A MASCI «Tutti hanno dovuto pagare un prezzo in questi cinque anni», dice Costantini, «i commercianti sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto. Ma anche gli sportivi, con la chiusura delle Naiadi che oggi riaprono solo per finta; gli automobilisti, con le multe; i bambini e le famiglie, con i parchi sostituiti dal cemento; i residenti dei quartieri periferici con l’abbandono e l’emarginazione; i pescatori con le imbarcazioni incagliate. Cosa faremo per non ripetere questi errori? Ascolteremo, prima di decidere o di fare. Inseriremo nello Statuto comunale il principio della partecipazione dei cittadini e delle associazioni. Nessuna decisione sarà mai più presa senza un percorso che parta dal basso. Ascolto e condivisione diventeranno la regola. Veniamo da cinque anni difficili, ma ce li lasceremo alle spalle».
STRAGE DI MULTE Il caso degli autovelox in via di Sotto e in strada Colle Renazzo, rimossi dopo una strage di multe, le multe con le telecamere ai semafori, che adesso Masci vorrebbe spegnere, e il progetto di viale Marconi, cambiato in corsa: sono questi, per Costantini, i primi tre grandi errori dell’amministrazione Masci.
caos MOVIDA Da piazza Muzii, con lo scontro sui rumori tra residenti e gestori e l’amministrazione Masci a mettere regole poi contestate, Costantini dice: «Si è alimentata una contrapposizione tra residenti ed esercenti per meri fini di speculazione politica. Un massacro che rischia di produrre la desertificazione commerciale. È possibile convivere rispettandosi. Con il confronto, con interventi mirati e con un vero e proprio patto tra residenti ed esercenti riusciremo a ricostruire un'alleanza che fa bene a tutti. Perché gli esercizi commerciali, non dimentichiamolo, presidiano il territorio, valorizzano gli immobili, rendono attrattiva la città».
IL PROGRAMMA Citando i punti prioritari del programma, dalla mobilità e dal superamento del progetto del filobus sulla strada parco allo stop al palazzo della Regione nell’area di risulta, dal verde, «valore imprescindibile per il benessere di tutta la città», alle infrastrutture e alla riqualificazione delle periferie, Costantini ribadisce «l’importanza dell’ascolto e della partecipazione» e annuncia «eventi annuali dedicati, come gli Stati generali della mobilità urbana. Veniamo da cinque anni difficili, ma vi assicuro che riapriremo Pescara alla bellezza, al commercio, al turismo, ai diritti, agli anziani, alle persone con disabilità. E non sarà difficile, perché Pescara ha tutto ciò che serve per lasciarsi questi cinque anni alle spalle. E bastano due giorni, l’8 e il 9 giugno», conclude, «per cambiarla davvero». (p.l.)