Costantini: non mi fermo, pronto per la Nuova Pescara con un movimento civico

14 Giugno 2024

Il “padre” del referendum per la fusione con Montesilvano e Spoltore va avanti E sulla mancata riuscita: il centrosinistra si è mosso troppo tardi per avere risultati

PESCARA. Da promotore del referendum per la nascita della Nuova Pescara, Carlo Costantini, sconfitto alle ultime elezioni amministrative, guarda già al voto del 2027, quando la fusione diventerà realtà, «sempre se non ci sarà un ulteriore rinvio, su cui certamente vigileremo», precisa durante la conferenza stampa indetta dopo «tre giorni di riflessione», precisa.
Giorni in cui, oltre a chiedere di visionare i verbali delle operazioni nei seggi, per via «delle anomalie riscontrate, soprattutto in merito ai voti disgiunti», Costantini ha deciso di voler proseguire la campagna elettorale fino a gennaio 2027.
«L’idea è quella di costituire un movimento civico che avrà delle basi anche a Montesilvano e a Spoltore, i comuni coinvolti nella formazione di un’unica grande realtà metropolitana assieme a Pescara», annuncia. «Non vogliamo disperdere questo patrimonio di energia e di entusiasmo, ma anche di elaborazione programmatica che abbiamo messo in campo e quindi andremo avanti nella costruzione del progetto della Pescara che vogliamo, continuando a fare la campagna elettorale esattamente come l’abbiamo fatta fino ad oggi. Lo dobbiamo a tutte le cittadine e ai cittadini che abbiamo incontrato e che ci stimolano ad andare avanti. Lo strumento sarà il movimento che andremo a costituire», spiega Costantini. «L’obiettivo è quello di allargare il nostro orizzonte», aggiunge.
«Prendiamo il nostro programma amministrativo e cerchiamo di plasmarlo alle esigenze degli altri due comuni coinvolti nella fusione, per farci trovare pronti tra due anni e mezzo, quando nascerà la Nuova Pescara».
«Allo stesso tempo», va avanti, «esercitiamo una funzione di presidio rispetto al rischio che il processo venga rinviato. Purtroppo circolano delle voci su un altro possibile rinvio. Il movimento cercherà anche di impedire un’ulteriore proroga».
Analizzando l’esito del voto delle amministrative dell’8 e del 9 giugno, Costantini sottolinea la necessità di non ripetere gli stessi errori. Dopotutto la data del 2027 non è così lontana e «la recente sconfitta dipende anche dal fatto che la coalizione del centrosinistra si è mossa troppo tardi. Due o tre mesi sono pochi per ottenere i risultati sperati», dice Costantini.
«La costruzione del movimento civico parte anche da questo presupposto», precisa. «Le campagne elettorali si organizzano con due anni di anticipo, se si vuole vincere. Se si vuole invece testimoniare solo una partecipazione, può andare bene anche come abbiamo fatto. Il problema vero non è l’apporto dei singoli partiti. Il punto è che una campagna elettorale così delicata si prepara in anticipo e noi purtroppo siamo partiti in ritardo».
Alla domanda sulla possibilità di convogliare tutte le forze politiche del centrosinistra in questo nuovo movimento, Costantini risponde così: «È un movimento civico aperto alla partecipazione anche di chi è iscritto a un partito. Ci tengo a sottolineare che il nostro obiettivo non è quello di tracciare un solco distintivo tra noi e i partiti, né di costruire un’alternativa al sistema dei partiti. Intendo promuovere un sistema di alleanze. Dobbiamo creare un contenitore nuovo, che vada oltre le logiche interne dei partiti e che in qualche modo cominci a parlare ai cittadini di cose concrete. Bisogna fare un salto di qualità», conclude Carlo Costantini.
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