Costantini parla da candidato: «Così la città perde 30 milioni»

L’opposizione si raduna intorno al consigliere di Azione e lancia l’allarme sulla manovra di Masci «Zero finanziamenti con la fusione spostata al 2027, mancano anche i fondi per la mensa scolastica»
PESCARA. Non ha ufficializzato la sua candidatura a sindaco di Pescara Carlo Costantini, già parlamentare ed ex consigliere regionale, attualmente consigliere comunale di minoranza nelle fila di Azione, ma ieri ha lanciato un segnale parlando da leader dell’opposizione. È accaduto nel corso della conferenza stampa indetta dalla minoranza per contestare il Documento unico di programmazione 2024-2026 e il bilancio di previsione 2024. Previste, per l’approvazione del documento contabile, varie sedute del consiglio comunale da qui fino a fine anno: la sessione di bilancio riprende domani mattina, mentre oggi è prevista una seduta su altri argomenti.
«Una coalizione compatta da sempre, quella rappresentata dalle opposizioni», ha detto Costantini, «abbiamo trascorso questi quattro anni e mezzo lavorando sempre insieme. La qualità dei colleghi è elevata, sono tutti professionisti, persone estremamente capaci di leggere le difficoltà che attraversano la nostra comunità e di costruire progetti per lanciare ponti tra problemi e soluzioni. Io sono molto contento di far parte di questa coalizione e sono convinto che ci siano tutte le condizioni per... candidarci», ha sottolineato Costantini. «Non so cosa farò, arriverà il momento in cui si parlerà anche di questo».
Nel criticare la visione della maggioranza il consigliere Costantini ha rilanciato l’importanza della Grande Pescara, suo cavallo di battaglia: «Rinviando la nascita della nuova grande realtà metropolitana al 2027 è stata fatta una scelta», ha spiegato Costantini. «Lo Stato ci consegna 10 milioni di euro l’anno dal giorno in cui ci fondiamo. Se decidiamo di spostare la fusione al 2027, negli anni 2024, 2025 e 2026 perdiamo trenta milioni. Per questo non posso accettare la tesi che non ci sarebbero dei soldi per accontentare tutti, per le mense scolastiche, per gli anziani, per le persone con disabilità. Non ci sono i soldi perché sono state fatte delle scelte che hanno rallentato il processo di nascita della Grande Pescara e privato la nostra comunità, ma anche Montesilvano e Spoltore, di risorse che oggi sarebbero state utilissime».
Tra gli emendamenti presentati nella seduta consiliare di ieri quello (respinto) sulla gestione del centro sportivo Le Naiadi, da affidare al Comune, secondo Costantini. «La Regione ha fallito, così come il tuffo del presidente Marsilio in acqua». Durante l’incontro di ieri, che ha visto la partecipazione di tutti i gruppi consiliari di minoranza e dunque Azione, M5S, Pd, Lista Per Sclocco Sindaco e Città Aperta, i consiglieri presenti hanno evidenziato quelle che vengono definite lacune e mancate promesse della maggioranza. «Hanno proposto un bilancio che non ci soddisfa e un dup che non prevede nessuna azione operativa», hanno detto. «Non sono stati inseriti fondi per le scuole innovative, le risorse da destinare al sociale non sono sufficienti, siamo carenti anche nei piani di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba)», ha sottolineato Stefania Catalano (Pd).
Altre critiche riguardano i fondi da destinare alle mense, per evitare le rette troppe elevate. Un emendamento al bilancio sarà presentato anche su questo, ha assicurato Piero Giampietro del Pd.
«Un argomento su cui l’opposizione sta cavalcando l’onda della campagna elettorale», questa la risposta dell’assessore Seccia. «Siamo in una fase di gara e comunque abbiamo previsto un emendamento con l’aggiunta di 250mila euro per le mense. Inoltre, sul sociale abbiamo l’apice della contribuzione comunale con l’inserimento di 280mila euro in più che si sommano alle altre risorse, per un totale di 14 milioni di euro e la predisposizione di 78 servizi a beneficio della città. Per la cultura la riduzione è minima, perché sosteniamo le attività di programmazione, per 365 giorni, per il museo delle Genti d’Abruzzo, il Paparella Treccia e l’Ente Manifestazioni, nonostante il voto di giugno».

