«Costretti a dividerci e al nostro bambino penseranno i nonni»

PESCARA. «Io prenderò servizio a Varese, la mia compagna a Ferrara e nostro figlio di sette anni rimarrà a Francavilla con la nonna, che peraltro lo dovrà accompagnare a scuola ogni mattina a Pescara....
PESCARA. «Io prenderò servizio a Varese, la mia compagna a Ferrara e nostro figlio di sette anni rimarrà a Francavilla con la nonna, che peraltro lo dovrà accompagnare a scuola ogni mattina a Pescara. Non so per quanto tempo staremo separati grazie a questo beffardo algoritmo che non tiene conto delle famiglie e le divide».
Si «piange ogni giorno» in casa di Luigi Solimes, 36 anni, professore di disegno e storia dell'arte (ultimo anno scolastico al Manthoné dopo nove anni di supplenze al Galilei, da Vinci e altri istituti medie e superiori di Cepagatti e Roma ) e di Linda Dioguardi, 37 anni, docente di discipline plastiche fino a giugno scorso al Misticoni-Bellisario (e prima ancora, all'artistico di Chieti) genitori del piccolo Sandro che da oggi dovrà salutare mamma e papà che vanno a lavorare al nord, in attesa che dall'ufficio scolastico regionale arrivi, si spera in tempi brevi, la chiamata per far ritorno a casa e occupare una cattedra provvisoria ancora libera tra Pescara e provincia: «Se ancora ci sono, perché all'ufficio scolastico provinciale ci hanno detto che di posti comuni e non di sostegno, c'è poca roba».
Entrambi di Francavilla, ma residenti a Pescara, oggi lasceranno il bimbo alla nonna che «lo accudirà per il tempo che non ci saremo e lo accompagnerà a scuola tutti i giorni, al comprensivo Bosco di via del Santuario». Poi partiranno con auto separate «io da solo, Linda con una amica» alla volta di destinazioni sconosciute in Lombardia ed Emilia Romagna «perché a 48 ore dalla partenza ancora non sappiamo quale sia la nostra scuola di riferimento e in quale località precisa si trova. Per questa ragione non abbiamo ancora potuto prenotare una camera».
Il futuro non appare roseo e la coppia si dice «demoralizzata, da oltre un mese in casa nostra si piange soltanto. Abbiamo fatto domanda di assegnazione provvisoria di un posto nel comune di Pescara e speriamo che uno di noi due possa far rientro al più presto, soprattutto per il bene di nostro figlio. Non abbiamo l'abilitazione al sostegno che ci avrebbe dato maggiori possibilità, essendoci tanti posti vacanti, io purtroppo ho anche perso l'opportunità di punteggi perché ho insegnato tanti anni in istituti privati. Desideriamo ricompattare la famiglia in tempi brevi. Appena possibile, chiederemo il trasferimento di entrambi a Varese o entrambi a Ferrara. Sarà dura ricominciare altrove, ma si può fare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

