Costruzione abusiva: multato uno stabilimento
PESCARA. Avrebbe dovuto abbattere il manufatto abusivo che ha realizzato e sta utilizzando già da tempo per la somministrazione di alimenti e bevande. E invece non lo ha mai fatto. Per questo nei...
PESCARA. Avrebbe dovuto abbattere il manufatto abusivo che ha realizzato e sta utilizzando già da tempo per la somministrazione di alimenti e bevande. E invece non lo ha mai fatto. Per questo nei giorni scorsi è scattato un nuovo controllo in uno stabilimento balneare di Pescara dal personale della stazione navale della Guardia di finanza di Pescara e da un tecnico del Comune.
E al termine dell'ispezione, una volta messo a punto il verbale, scatteranno le sanzioni sia per la mancata rimozione del manufatto, che avrebbe dovuto essere eseguita dopo un precedente controllo, sia per il fatto di aver utilizzato i locali non in regola per la somministrazione di alimenti e bevande e l'attività stessa andrà sospesa.
A rendere noto l'esito di questa operazione è il Reparto operativo aeronavale, agli ordini del tenente colonnello Ernesto Castellaneta, che ricorda anche qual è il precedente relativo a questo locale. Il primo controllo, infatti, risale al mese di dicembre, quando è stata scoperta l'esistenza di un manufatto di circa 500 mq, con tanto di cucina, usato per la somministrazione di alimenti e bevande, messo su senza permesso di costruire.
Il Comune ha quindi emesso una ordinanza di demolizione, ma il concessionario non ha dato seguito al provvedimento (tra l'altro c'è stata una dilazione dei tempi concessa a livello nazionale per via del Covid).
E quando nei giorni scorsi è scattato un nuovo accertamento su input del Comune è stato appurato che la situazione era rimasta invariata e proprio per questo è scattata una prima sanzione, non essendo stato rimosso alcunché (l'importo va da duemila a ventimila euro e a stabilirlo sarà Palazzo di città). Ma non è finita. La società affidataria che svolge l'attività commerciale sullo stabilimento balneare predetto è stata sanzionata anche per altro è cioè per aver svolto l'attività di somministrazione di alimenti e di bevande utilizzando un ambiente (la cui superficie utile è stata di fatto raddoppiata dalle opere non autorizzate) senza che venissero rispettate le norme igienico-sanitarie, di sicurezza, edilizie, ambientali, urbanistiche e di prevenzione incendi (in questo caso la sanzione va da tremila a ventimila euro, e l'importo va fissato dal Comune).
Tra l'altro, i finanzieri che si sono occupati di questo intervento fanno notare anche un altro aspetto e cioè che si è verificata una situazione di palese concorrenza sleale nei confronti delle altre attività di somministrazione di alimenti, cioè i ristoranti, che a causa dell'emergenza Covid si sono viste ridotte le superfici a disposizione per il mantenimento del distanziamento sociale. Ora per questo stabilimento si annuncia una ordinanza di sospensione dell'attività negli spazi non autorizzati. (f.bu.)
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