Così il fotovoltaico fa abbattere le spese

Con un investimento di 9mila euro una famiglia arriva a risparmiarne il doppio grazie a sconti fiscali e autoconsumo
L'AQUILA. È pur vero che non è il massimo aprire la finestra dell'ultimo piano e vedersi la vista parzialmente condizionata da pannelli grandi e piccoli. Certo è che la convenienza è ancora tanta, se si guarda la possibilità di sostenere un investimento per il fotovoltaico, magari facendo mente locale che i tempi di rientro non sono brevissimi. L’installazione di un impianto fotovoltaico è stata oggetto di incentivi statali, che col passare degli anni sono stati rimodulati.
AGEVOLAZIONI FISCALI. Le carte in tavola sono cambiate più volte nel corso degli anni. Tuttavia, la normativa recente ha introdotto un credito Irpef pari al 50% dell'importo sostenuto a tutti gli impianti entrati regolarmente in esercizio entro il 31 dicembre dello scorso anno. «Tale credito», scrive Antonino Vento, giornalista settoriale, «verrà riscosso in 10 annualità (quindi 5% per ogni anno) senza però la possibilità di accumulare negli anni successivi un eventuale eccedenza (ad esempio, in un certo anno devo pagare 200 euro di Irpef ed il mio bonus è 250 euro, in questo caso 50 vanno persi)».
RISPARMIO IN BOLLETTA. Logicamente, uno dei punti di forza dell'investimento nel fotovoltaico è legato al risparmio in bolletta in un ciclo di vita dell'impianto di almeno 25 anni. Una dinamica legata a costi e ricavi.
QUANTO COSTA? Il prezzo medio complessivo di un impianto fotovoltaico va dai 2.000 ai 2.500 euro a kilowatt di picco (kWp). Sono sostanzialmente due i fattori che fanno la differenza: la dimensione dell’impianto, in quanto più è alta la potenza maggiori sono le economie di scala che si ottengono; la tecnologia impiegata per la creazione dei pannelli, cioè film sottili, monocristallino, policristallino. Se si considera un'utenza domestica media, è opportuno ragionare su un impianto di almeno 3 kWp: si parla di un investimento complessivo di 9mila euro, di cui 7mila sono necessari all'acquisto iniziale e altri 2mila per spese di manutenzione.
AUTOCONSUMO. Per considerare i ricavi, bisogna introdurre il concetto di autoconsumo domestico: l'utilizzo in proprio dell'elettricità autoprodotta. Quando i pannelli vengono raggiunti dai raggi del sole, l’energia prodotta ha tre possibili vie: l’autoconsumo immediato; la ricarica di eventuali batterie; oppure l’immissione nella rete elettrica nazionale. Se non è possibile autoconsumare, infatti, l’energia prodotta dall’impianto fotovoltaico deve essere ceduta in rete ottenendo in cambio un contributo se si sottoscrive con il Gse (Gestore dei servizi energetici) la convenzione di scambio sul posto. Lo scambio sul posto però non è conveniente come l’autoconsumo poiché si recupera solo la quota energia ed i servizi di rete (circa il 60% del costo del kWh).
I RICAVI. In Abruzzo, se si considera un ciclo di vita di 25 anni è previsto un ammontare complessivo di ricavi che oscilla dai 16mila ai 18mila euro a seconda se l’autoconsumo raggiunge il 40% o il 60%. Il ricavo viene inteso per autoconsumo, contributo scambio sul posto e recupero 50% delle detrazioni fiscali. La stima è tarata sempre su un impianto di 3 kWh.
TEMPI DI RIENTRO. A conti fatti, i tempi di rientro nell’investimento si aggirano sempre intorno ai 5-8 anni dall’installazione. Dopodiché, ogni forma di risparmio e di guadagno è da considerarsi “pulita”. Considerando complessivamente questi parametri, possiamo dire che la convenienza del fotovoltaico è ancora elevata all'interno delle nostre case.

