Così il grande schermo fa crescere il turismo Il caso della Puglia

4 Ottobre 2017

Per capire quale sia il rapporto fra cinema e turismo basterebbe ricordare ciò che accadde in Norvegia nell’estate del 2016: il numero di turisti italiani nel Paese dei fiordi aumentò del 39%...

Per capire quale sia il rapporto fra cinema e turismo basterebbe ricordare ciò che accadde in Norvegia nell’estate del 2016: il numero di turisti italiani nel Paese dei fiordi aumentò del 39% rispetto all’anno precedente. Il motivo? Lo spiegò la Film Commission norvegese: il merito era di un film italianissimo, il “Quo Vado?” di Checco Zalone ambientato, in parte, nel Paese dei vichinghi. Insomma, il film del comico barese aveva aiutato, sì, il turismo della Norvegia oltre che quello pugliese. E non che la Puglia ne avesse bisogno. Infatti, la Film Commission di quella regione va come un treno, attirando investimenti, cioè film da realizzare fra trulli e masserie, e reinvestendo i soldi dei produttori, anche stranieri, in salari per le maestranze, conti di ristoranti e di alberghi, ma, soprattutto, in pubblicità per i posti che, facendo da sfondo a divi italiani e americani, si trasformano in calamite per chi ha intenzione di fare una vacanza in luoghi celebrati dal cinema. La Regione Puglia, che la sua Film Commission ce l’ha da dieci anni, nel 2016 l’ha rifinanziata con la bellezza di 6,6 milioni di euro. «Il rifinanziamento della Film Commission», ha detto Michele Emiliano a Maurizio Di Fazio che lo intervistava per l’Espresso, «è solo il primo tra i provvedimenti della giunta regionale per la cultura. Daremo continuità alle attività principali avviate negli anni».
I risultati si vedono, anche grazie a film americani di forte presa popolare come “Wonder Woman” di Patty Jenkins, prodotto dalla Warner Bros. Ma lo stesso si potrebbe dire per altre regioni come la Sicilia e i suoi film tv di Montalbano e le Marche del lepoardiano “Il giovane favoloso” di Mario Martone. L’Abruzzo, dunque, ha belli e pronti da imitare modelli virtuosi, non molto lontani dai suoi confini. Perché se è vero che, in passato e in assenza di Film Comission, hanno scelto la Regione verde d’Europa grandi produzioni come “Lady Hawke” (1985) di Richard Donner, il “Francesco” di Liliana Cavani con Mickey Rourke (1989) e “Il sole anche di notte” (1990) dei Taviani, gli ultimi anni sono un po’ da dimenticare dal punto di vista della dimensione dei set e degli incassi, eccezion fatta per “The American” con George Clooney girato a Sulmona e dintorni, nel 2010. Ma lì c’era di mezzo la triste fama mediatica procurata all’Abruzzo dal terremoto dell’Aquila. Non proprio qualcosa su cui investire per il futuro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA