Così l’Abruzzo scatta foto dallo spazio

19 Giugno 2019

Missione compiuta. Svelati a Parigi i fotogrammi ripresi da lenti potentissime assemblate nel centro d’eccellenza di Carsoli

ORTUCCHIO . Eccole le prime, straordinarie, immagini del lago Trasimeno visto dallo spazio. Arrivano dal satellite Prisma, lanciato in orbita il 22 marzo scorso. Il sensore iperspettrale più potente al mondo, realizzato dal gruppo Leonardo, in due secondi ha scandagliato i fondali, misurando la limpidezza delle acque e la presenza di colonie di alghe.
Un “occhio vigile” in grado di analizzare lo stato di salute del nostro pianeta, realizzato in buona parte in Abruzzo: lenti, prismi e specchi, che compongono il cuore dello strumento iperspettrale, sono state lavorate a Carsoli.
È qui, su un’area di duemila metri quadrati, che Leonardo ha il suo centro di eccellenza di livello europeo per i trattamenti ottici. Ed è qui che le lenti sono state trattate per renderle indistruttibili, resistenti alle radiazioni e perfettamente anti-riflesso. Il risultato delle immagini, ricevute dal Centro spaziale di Matera, mostrano la Terra come mai vista prima.
LE PRIME FOTO. Trasparenza delle acque, stato di salute delle colture, siccità e rischio incendio, inquinamento atmosferico: l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) ha presentato, ieri, le nuove, inedite, immagini catturate da “Prisma”, in grado di far luce sullo stato di salute della Terra: un sensore, primo del suo genere mai lanciato in Europa, che si identifica come un “guardiano versatile” per la protezione dell'ambiente.
Le spettacolari fotografie, presentate al Salone internazionale dell’Aeronautica e dello spazio in corso a Le Bourget, vicino a Parigi, sono state catturate in Italia, Perù e Iraq durante il Commissioning del sistema. Gestita dal Centro spaziale del Fucino, il più grande teleporto al mondo, questa fase permette il collaudo del satellite e della sua strumentazione attraverso test in orbita, fino a rendere il sistema pienamente operativo e i dati rilevati disponibili per la comunità scientifica. Ricevute dal Centro spaziale di Matera, le immagini sono state processate da un team specializzato di Asi, Leonardo, Planetek, Telespazio e-Geos e Ohb Italia, con il supporto di scienziati di Irea/Cnr e dell'Università di Milano, Bicocca.
LA TERRA VISTA DA LASSÙ. Il satellite Prisma di proprietà dell’Agenzia spaziale italiana, realizzato da Ohb Italia e Leonardo, è il primo sistema di osservazione della Terra europeo dotato di un sensore ottico iperspettrale innovativo, capace di effettuare, direttamente dallo spazio, un’analisi chimico-fisica delle aree sotto osservazione.
«I risultati della missione confermano le capacità del sistema spaziale italiano, che ha acquisito un know how molto importante, ora a disposizione delle future missioni iperspettrali in Europa e nel mondo», fa sapere l'Agenzia spaziale italiana. Tra le prime immagini arrivate, quelle del lago Trasimeno, un bacino di 128 km quadrati, il quarto lago in Italia per estensione. L'occhio satellitare ne ha misurato la torbidità in ogni punto, rilevando le acque più limpide e le colonie di alghe.
PROTEGGE L'AMBIENTE. Quello di Prisma è un monitoraggio costante del delicato ecosistema terrestre: il satellite è in grado di riconoscere non solo le condizioni dell’acqua e del suolo in tutto il mondo, ma lo stato dell’atmosfera e le sostanze chimiche che la popolano, fattore estremamente utile in caso di disastri naturali. «Le entusiasmanti immagini presentate ieri», spiega l'Asi, «offrono un assaggio di quanto il satellite potrà garantire quando sarà pienamente operativo: un grandissimo contributo al controllo dell’inquinamento e dei cambiamenti ambientali, un supporto fondamentale per la gestione di risorse naturali ed emergenze».
INCENDI E CLOROFILLA. Dall'Italia al Perù, fino all'Iraq. Prisma ha rilevato il contenuto di acqua nelle colture, distinguendo i campi ben irrigati da quelli affetti da siccità. A Castel Fusano, in un’area naturalistica vicino Roma messa a rischio da frequenti incendi, ha analizzato lo stato della vegetazione, valutando il contenuto di clorofilla nelle piante.
Anche gli incendi di gas connessi all’estrazione petrolifera a Bassora, in Iraq, sono stati catturati da Prisma, che ha determinato con precisione l’estensione dell’incendio e riconosciuto le sostanze chimiche generate dalla combustione.