«Così mia moglie ha salvato il nipotino di un anno e mezzo»

14 Settembre 2022

L’avvocato D’Ugo racconta: «All’ultimo secondo è riuscita a spingere via il passeggino. Lei è stata colpita di proposito»

LANCIANO. Con il terrore negli occhi, ha avuto la prontezza di riflessi di spingere via il passeggino dove c’era il nipotino di un anno e mezzo, salvandogli così la vita. È una nonna eroica Luciana Iavicoli, 68 anni, investita, mentre passeggiava in corso Trento e Trieste. «Mia moglie stava facendo una passeggiata con nostro nipote nel carrozzino», racconta Francesco D’Ugo, avvocato, «io la stavo raggiungendo quando mi è passata accanto a velocità sostenuta una Punto bianca con un giovane alla guida. Ho pensato subito che fosse un addetto alle luci, visto che il corso è isola pedonale e stavano sistemando la paratura. Neanche il tempo di finire il pensiero e quell’auto ha investito una persona che, con sconcerto, ho scoperto essere mia moglie. L’hanno vista “volare” e poi ricadere a terra vicino le panchine», racconta ancora D’Ugo, accanto all’ambulanza del 118 in cui Luciana è stata caricata per essere portata all’ospedale Renzetti. «Quel ragazzo l’ha colpita di proposito, pur non conoscendola. Per fortuna ha avuto la prontezza di riflessi di spingere via il carrozzino sotto i portici, salvando nostro nipote».
Un istinto di protezione della nonna che si è girata anche sul fianco sinistro, sempre per difendere il bimbo. E l’auto l’ha colpita proprio a sinistra, fratturandole il femore. La Punto ha poi continuato la sua folle corsa in direzione dei tavolini del bar del Corso, dove c’erano diverse persone sedute a sorseggiare un caffè.
«Abbiamo visto l’auto arrivare, la donna tirare via il carrozzino, essere colpita e cadere a terra», racconta Andrea Colacioppo, fotografo che era seduto al bar. «D’istinto, per paura di essere investiti, ci siamo alzati e spostati. Ho pure preso una sedia e l’ho tirata contro l’auto per fermarla, ma non ci sono riuscito. Poi la Punto è schizzata via verso piazza Plebiscito».
Hanno ancora la pelle d’oca e ringraziano, come dicono, la patrona Madonna del Ponte, per aver scampato il pericolo di essere investiti i coniugi M. e N.: hanno visto la macchina bianca andare contro, girare improvvisamente e investire la signora che era loro di fronte. «Stavamo passeggiando, eravamo all’altezza del Diamante (un piccolo centro commerciale; ndc)», raccontano i coniugi, «quando abbiamo sentito un botto e il rombo di una macchina: l’abbiamo vista procedere a forte velocità, a zig zag, sul Corso e poi puntare dritto verso di noi. Siamo rimasti paralizzati dalla paura. Ma non abbiamo avuto neanche il tempo di pensare “è finita”, perché l’auto ha girato e colpito una signora. Poco dopo, abbiamo sentito le urla di altri passanti che indicavano un’altra persona investita (Gabriele Staniscia, ricoverato a Pescara, ndc). Abbiamo pensato ad un attentato terroristico».
«Avevo appena aperto la sede del partito quando ho visto la Punto arrivare a tutta velocità dalla parte alta del Corso», racconta Luciano della sede del Pd. «Mi sono spostato verso il locale mentre il signore che stava camminando sul marciapiede è stato travolto». Sono stati i negozianti, insieme ai passanti, i primi a soccorrere i feriti. Centinaia di occhi terrorizzati e increduli di persone che sono state ascoltate da carabinieri e polizia per ripercorrere tutte le fasi di una mattinata in cui Lanciano è piombata nel terrore.