«Così molte attività chiuderanno»

L’associazione degli esercenti Pescara viva: incassi ridotti con lo stop all’1,30
PESCARA. «Con l’ordinanza del sindaco si registreranno perdite per 800mila euro. I nuovi orari sono un colpo di grazia a un settore che solo in centro dà lavoro a 500 persone». A dare l’allarme è Mario Palladinetti presidente dell’associazione Pescara viva.
«Ora si rischiano chiusure, licenziamenti e famiglie senza reddito», afferma Palladinetti, «supportati dalle associazioni di categoria abbiamo fatto di tutto per far capire alla politica e all’amministrazione comunale che questa non è un’estate come tutte le altre. È il periodo della ripartenza, dopo mesi durissimi di chiusure. Gli incassi di oggi possono consentirci di sopravvivere, così come i mancati incassi possono determinare la morte delle nostre attività. Nonostante il contesto particolare, si è scelto che il rilancio dell’economia non doveva comunque essere la priorità». «Ci dispiace per il braccio di ferro che si è creato, che sicuramente non fa bene a nessuno», aggiunge il presidente dell’associazione, «la piazza non è né nostra né dei residenti, ma della città e di chiunque voglia viverla. La presenza delle persone è un valore aggiunto, una città viva e vivace genera turismo. Dopo mesi di coprifuoco, con la zona bianca l’assenza di restrizioni sarebbe uno straordinario biglietto da visita. Dispiace che il sindaco abbia la pretesa di stabilire quali utenti possono vivere Pescara e quali non possono farlo».
«Sappiamo che delle criticità non mancano, soprattutto nei fine settimana», conclude, «proprio per questo stiamo elaborando un progetto per strutturare in modo definitivo il distretto food and beverage del centro di Pescara. Un’iniziativa pilota, di cui nelle prossime settimane illustreremo i dettagli».

