Così una telefonata salva la maggioranza

12 Novembre 2022

Sigismondi (FdI) chiama Pagano (Forza Italia) per accordarsi sull’ingresso di Astolfi. E scatta la tregua

PESCARA. «Finirà senza vincitori e vinti», si azzarda a dire qualcuno dei presenti al vertice di Forza Italia sulla spaccatura in maggioranza che si è svolto dalle 18,30 di ieri a Pescara. Una telefonata del segretario regionale di Fratelli d’Italia, Etel Sigismondi, all’omologo di FI, Nazario Pagano, per fissare un incontro tra oggi e domani, ha infatti gettato un’autobotte d’acqua fredda sul fuoco della crisi del centrodestra in Regione.
I due partiti trattano per mettersi d’accordo. Per la grande delusione dell’opposizione e la soddisfazione del governatore, Marco Marsilio. Tanto rumore per nulla? No, sia perché Pagano e i suoi hanno dato un segnale forte al partito della Meloni già con un inizio di ostruzionismo che ha avuto immediati effetti, dalle commissioni sospese al Consiglio regionale rinviato sia perché gli stessi forzisti potranno dire agli alleati di coalizione, Lega compresa, di vantare un credito pesante magari da riscattare alle elezioni regionali del 2024. Ma che si vada dritti verso la ricomposizione della frattura tra FI e FdI è di fatto una certezza.
Lo dimostrano l’aria di tregua disarmata che ora c’è tra i due partiti e il particolare, non di second’ordine, della fissazione per martedì prossimo di quelle commissioni sospese per assenza dei forzisti. In parole semplici la macchina amministrativa guidata dal centrodestra si rimetterà in moto, a tutti gli effetti, subito dopo la stretta di mano tra i due segretari, l’uno senatore di fresca nomina e l’altro confermato in Parlamento peraltro con un incarico di prestigio qual è la presidenza della Commissione Affari costituzionali. E non è da sottovalutare il ruolo istituzionale ricoperto dai due che consiglia moderazione e toni bassi nelle beghe locali.
Ma torniamo a ieri pomeriggio a Pescara dove Forza Italia, riunita al gran completo, ha esaurito in poche battute la questione Astolfi, ovvero il primo dei non eletti nel Teramano che scalpita per entrare in Consiglio prima che scada il tempo. E che ha spinto il suo partito a puntare i piedi chiedendo a Marsilio di salire su un ottovolante di incarichi e poltrone rinunciando all’ingresso del meloniano Massimo Verrecchia tra i banchi del Consiglio, nominando contestualmente assessore in giunta Umberto D’Annuntiis che così lascerebbe libero il suo posto da consigliere in Emiciclo a Gabriele Astolfi, e il suo incarico di sottosegretario a Mario Quaglieri, che sostituirà ufficialmente Guido Liris eletto in Senato. Ma al governatore non piace il luna park tant’è che il suo capogruppo, Guerino Testa, appena tre giorni fa e quasi a muso duro, ha detto chiaramente ai forzisti di rivolvere in casa propria le beghe, rinunciando all’assessore esterno Daniele D’Amario per far entrare il teramano in cerca di posto, e pronto a convocare una conferenza stampa al fulmicotone.
Quante cose accadono dietro le quinte della politica senza che il cittadino-elettore se ne possa accorgere. Prendi per esempio il caso Paolo Gatti, cioè il possibile candidato sindaco per le prossime comunali a Teramo. Ebbene, sempre ieri sera a Pescara, Forza Italia ha dato il proprio via libera a un’operazione politica già battezzata per iscritto da Fratelli d’Italia, liste civiche e moderati dell’Udc. È vero che per ora la Lega manca all’appello ma il segnale politico del sì di ieri sta a significare che Forza Italia ha deposto le armi contro il partito di Marsilio. E tra qualche ora Pagano e Sigismondi si stringeranno la mano. Salvo complicazioni. (l.c.)
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