Coulibaly a scuola «A Pescara ho trovato la vita che sognavo»

6 Dicembre 2017

Il centrocampista biancazzurro racconta il suo viaggio in barcone agli studenti dell’istituto comprensivo 6

PESCARA. «Per arrivare a giocare a calcio in Italia ho affrontato un percorso lungo e pericoloso, ma adesso sono felice perché ho trovato la vita che sognavo e devo ringraziare il Pescara e la città intera per l’opportunità che mi ha dato». Così Mamadou Coulibaly, centrocampista del Delfino Pescara 1936, ha esordito ieri mattina davanti agli alunni dell’istituto comprensivo Pescara 6 in occasione dell’ultimo incontro “Sport e integrazione” con le scuole vincitrici della campagna educativa “Campioni di fair play”.
All’appuntamento hanno partecipato anche Giovanni Ugo Patanè, della Direzione generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, Enzo Imbastaro, presidente del comitato regionale Coni Abruzzo, e il dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo, Ada Grillantini.
La campagna educativa “Campioni di Fair play” e gli incontri nelle scuole vincitrici sono parte del progetto “Sport e integrazione”, alla sua quarta edizione nell’ambito dell’accordo di programma tra il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e il Coni per la promozione delle politiche di integrazione attraverso lo sport.
«Sono stato accolto bene fin dall’inizio e non ho mai subito, fortunatamente, episodi di discriminazione», ha raccontato ai ragazzi il calciatore, «mi sono integrato con la squadra e ho stretto rapporti con tutto il gruppo, grazie anche all’allenatore che mi sta insegnando tanto. È stato difficile, all’inizio, superare l’esperienza del viaggio in mare. Adesso invece penso solo a fare bene col Pescara, e ogni tanto faccio visita alla casa famiglia dove sono stato accolto, per ritrovare i ragazzi con cui ho condiviso i primi mesi».
«Quello assegnato oggi», commenta Imbastaro, «è un premio importante su un tema che spero possano rispettare sempre. Iniziative del genere insegnano ai giovani a vivere in modo sereno la propria età e ad attribuire allo sport i giusti valori come la fratellanza e l’accoglienza. La storia dell’atleta è un chiaro esempio di ciò. Un grazie va dunque anche al ministero del Lavoro e delle Politiche sociali con il quale è stato realizzato un percorso che aiuta i più piccoli a crescere in modo sano».
L’incontro tra il campione Mamadou Coulibaly e gli alunni dell’Istituto comprensivo Pescara 6 ha suggellato dunque il percorso realizzato con le scuole primarie, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca e il progetto “Sport di classe”. Ogni classe aderente ha avuto la possibilità di riflettere sui temi del fair play e della lealtà sportiva con l’ausilio di strumenti e materiali didattici. Attraverso gli incontri, gli studenti hanno avuto la possibilità di ascoltare le testimonianze dalla viva voce dei protagonisti sportivi, esempi di integrazione attraverso lo sport».
Gli incontri hanno coinvolto numerose città italiane, come Bresso (Milano), Verona, Genova, Torino, Benevento, Ancona e Roma. La Campagna educativa ha previsto anche un’indagine sulla percezione del ruolo dello sport nei percorsi di integrazione, da parte degli studenti del primo biennio delle scuole secondarie di secondo grado, realizzata in collaborazione con il Consiglio nazionale delle Ricerche, i cui primi risultati sono stati esposti in occasione del meeting di Sport e Integrazione 2017.
Tutte le informazioni sono disponibili sui siti www.fratellidisport.it e www.integrazionemigranti.gov.it.
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