Covid, 180 classi in quarantena Ma le scuole rimangono aperte

Sempre più alunni a casa in tutta la provincia: Asl in affanno sul tracciamento. Mille assenti dalle mense Il prefetto ai sindaci: «Stop possibile solo in zona rossa». Santilli: «Istituti in difficoltà». Chiuso un asilo
PESCARA. Le sollecitazioni continuano ad arrivare. Ci sono genitori e dirigenti scolastici che chiedono al Comune di chiudere le scuole perché «la situazione è drammatica e ingestibile», essendoci stata una esplosione di casi di positività da gestire, con conseguente quarantena e isolamento per i contatti e quindi didattica a distanza. In tutta la provincia ci sono 180 classi in quarantena, e a Pescara è stato chiuso un asilo, quello di via Cecco Angiolieri, “il Gabbiano”, proprio per Covid, e le assenze dalle mense siano arrivate a quota mille tra scuole dell’infanzia, elementari e medie, in città. Nonostante i numeri consistenti e i problemi a gestirli, le scuole «non saranno chiuse». Lo annunciano il sindaco Carlo Masci e il suo vice Gianni Santilli che hanno ricevuto indicazioni dalla prefettura.
LA NOTA DELLA PREFETTURA
In una nota, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha chiarito al Comune che, sulla chiusura delle scuole, le disposizioni nazionali (Dl 221/2021) limitano il potere di ordinanza dei sindaci «alla sola zona rossa» e comunque questo potere è «subordinato al parere delle competenti autorità sanitarie». Questo, peraltro, «in relazione a circostanze di eccezionale e straordinaria necessità dovuta all’insorgenza di focolai o al rischio estremamente elevato di diffusione del virus nella popolazione scolastica, nonché al rispetto dei principi di adeguatezza e proporzionalità». E, sempre in base alla normativa nazionale (decreto legge 11/2022), «non residua spazio per disciplinare diversamente l’attività scolastica in stato di emergenza sanitaria».
I NUMERI NELLE SCUOLE
Al momento sono 180 le classi in quarantena a Pescara e in provincia a causa della positività al Covid-19 di alunni e personale. Del totale, 80 classi appartengono alla scuola dell'infanzia, 60 alla primaria e 40 alle secondarie. Proprio le secondarie, nonostante il minor numeri di classi, sono quelle che contano più studenti in quarantena. E la Asl di Pescara fatica a gestire e a tracciare numeri così elevati. Proprio per questo dei due tamponi che andrebbero fatti agli studenti (uno all'inizio della quarantena e uno dopo cinque giorni) se ne sta facendo uno solo, quello a cinque giorni. Le difficoltà registrate sono state segnalate anche alla Regione Abruzzo. Per quanto riguarda i casi in città, la ditta Serenissima, che si occupa del servizio mensa nelle scuole dell’infanzia, primarie e medie, ha segnalato al Comune mille assenti (la scorsa settimana erano 250).
masci: nessuna autonomia
«Seguiamo la situazione, sappiamo che in 15 giorni i casi tra gli alunni sono esplosi e diamo il nostro sostegno alle scuole ma dobbiamo rispettare dei limiti, rispetto ai provvedimenti da emettere», dice Masci dopo aver ricevuto delle sollecitazioni a chiudere le scuole da genitori e dirigenti. «Come specificato dal prefetto ai sindaci, i primi cittadini non hanno autonomia in questo senso, visto che il governo ha codificato le attività che si possono svolgere. Devono ricorrere determinate condizioni, per decidere la chiusura delle scuole, deve esserci la zona rossa (e l’Abruzzo è in zona gialla) e serve il parere favorevole della Asl. L’anno scorso la normativa era diversa». Ricevendo «il grido di allarme di genitori e dirigenti scolastiche», Santilli sa che «le scuole sono intasate, la situazione è ingestibile e un asilo è chiuso, per i contagi. Anche la Serenissima deve fronteggiare numeri ballerini di alunni presenti, e ci sono disagi. Ma il Comune non può decidere la chiusura».
vacca: lezioni a scuola
Il deputato Gianluca Vacca fa sapere che in Abruzzo «il 94,4% delle classi segue le lezioni in presenza e l’89,7% degli alunni frequentano regolarmente le lezioni sui banchi di scuola. Questo è un buon risultato e bisogna continuare a lavorare per garantire una permanenza a scuola all’insegna della sicurezza e della socialità».

