Covid, 3 anni fa la prima vittima in Abruzzo

Nella notte tra il 4 e 5 marzo del 2020 morì Maurizio Mascitti, barista 58enne di Caldari di Ortona
ORTONA. Tre anni. Tanto è trascorso da quando l’Abruzzo ha iniziato a conoscere il Covid-19 nella sua forma più aggressiva, con la prima vittima del virus contro il quale a distanza di 1.095 giorni si continua a combattere contro la pandemia.
La notte tra il 4 e 5 marzo del 2020 un malore improvviso strappava alla vita Maurizio Mascitti, 58 anni, noto barista di Villa Caldari e autentico punto di riferimento della contrada. Una tragedia che a distanza di qualche giorno si rivelò essere l’inizio di un dramma. L’esito degli accertamenti infatti fugò ogni dubbio: Maurizio era positivo al coronavirus. Trentasei mesi dopo, di lutti per Covid in Abruzzo se ne sono susseguiti tanti altri, 3.926 per l’esattezza.
Da quel 4 marzo ad oggi lacrime e dolore hanno segnato la Regione che ha dovuto rendere l’ultimo saluto a volti conosciuti e noti. A parenti, amici, vicini di casa e personalità delle istituzioni, del mondo della politica o dell’Università. «Le nostre vite sono completamente cambiate», affermò all’epoca Errica Mascitti, una delle sorelle della prima vittima del virus in Abruzzo, che insieme all’altra sorella Tiziana continua a gestire il bar di Caldari. Era una frase semplice e al tempo stesso molto significativa, la sua, perché capace di riassumere, con poche parole, il sentimento collettivo dell’intera regione. Ciascuna di queste 3.927 anime continua a vivere nei ricordi di chi li conosceva, nelle foto e nella memoria, in attesa di poter voltare definitivamente pagina. Anche oggi, la Regione comunicherà il bollettino del Covid, come fa dal primo giorno. E il Centro lo pubblicherà con approfondimenti e grafici sull’andamento della pandemia che, dopo tre anni, finalmente dà sostanziali segnali che fanno intravvedere la fine di un tragico percorso.
Un lungo periodo che ha segnato le vite di ciascuno di noi e che, soprattutto, ha lasciato ferite su chi ha perso i propri cari o si è ammalato e ne subisce ancora le conseguenze. Un abruzzese sue due è stato contagiato dal Covid: è un esercito di 651mila persone che vuole guardare avanti. (l.c.)

