Covid: 320 contagi, 11 morti e nuovo record in intensiva

Il numero dei ricoverati gravi sale a 94, gli ospedali rischiano una nuova emergenza letti E si abbassa l’età media delle vittime: metà di quelle più recenti aveva meno di 60 anni
I ricoveri nelle terapie intensive abruzzesi fanno segnare un nuovo record. Ieri è stato raggiunto il picco di 94 pazienti che porta a un tasso di occupazione mai visto prima e vicino al 45%, tra i più alti d'Italia.
In due giorni sono finite in rianimazione 20 persone, 45 negli ultimi cinque giorni. Un ritmo che, se non mitigato, rischia in un breve lasso di tempo di portare al collasso del sistema sanitario regionale. L'indice di contagio Rt abruzzese resta contenuto e vicino a uno (1,05), ma si tratta di un dato non attuale perché fa riferimento a due settimane prima. L'incidenza settimanale invece si avvicina pericolosamente alla soglia di allerta di 250, quella che fa scattare le restrizioni più rigide e la chiusura totale. I dati complessivi della giornata di ieri sono comunque meno allarmanti dei giorni scorsi con un rapporto tra numero di tamponi molecolari analizzati e le persone risultate positive che scende di un punto percentuale, al 6.2.
Ma il fenomeno preoccupate riguarda lo spostamento del virus e in particolare delle varianti. Infatti mentre su Pescara e Chieti, le aree più colpite negli ultimi due mesi, si sta registrando una diminuzione di contagi, nelle zone interne, dell'Aquilano e della Marsica si riscontra un aumento progressivo di contagi e ricoveri. Preoccupa inoltre l'evidente abbassamento dell'età media dei deceduti. Nella giornata di ieri infatti quasi la metà delle persone che hanno perso la vita aveva meno di 64 anni.
I NUOVI CASI. I positivi sono stati 320 distribuiti in modo equilibrato tra tutte le province dell'Abruzzo con una leggera prevalenza in quella di Chieti dove è risultato positivo anche un bambino di un anno. A Teramo invece è stata contagiata un'anziana di 94 anni.
Nelle ultime 24 ore risultano guarite o dimesse 582 persone mentre gli attualmente positivi sono 274 in meno rispetto al giorno precedente. Il numero di tamponi molecolari analizzati ieri ha raggiunto quota 5.114 portando il totale dei test analizzati dall'inizio della pandemia a 806.124.
Ieri i tamponi antigenici analizzati, anche grazie alle campagne di screening ancora in alcuni comuni della regione, sono stati 1.865. Il comune con il maggior numero di contagi giornalieri resta Pescara con 26 nuovi casi, seguito da Lanciano 23, Roseto 16, Morro d'Oro 13, Montesilvano 12, Chieti e Vasto 10.
I contagi settimanali ammontano a 2.821, in quella precedente erano stati 3.400 e in quella ancora prima 3.020.
Il rapporto tra test molecolari eseguiti e positivi è stato nella giornata di ieri del 6.2%, mentre il giorno precedente del 7.1%.
I DECESSI. Si allunga il tragico elenco di persone decedute e si abbassa progressivamente la loro età media. Nella giornata di ieri quasi la metà di coloro che hanno perso la vita aveva meno di 64 anni, e tra questi c'erano anche un 55enne e un 49enne. Ieri sono state segnalati dalla Regione altri 11 morti. Di questi, quattro fanno riferimento a giorni precedenti a ieri ma sono stati comunicati solo adesso per la prima volta dalle Asl di appartenenza. Gli altri deceduti riguardano la provincia di Chieti (2), quella di Teramo (2) e la provincia dell'Aquila (2), infine uno fa riferimento a quella di Pescara. In particolare si tratta di un 89enne di Miglianico, una 82enne di Pescocostanzo, un 80enne di San Giovanni Teatino, un 63enne di Silvi, una 62enne di Pescara, una 55enne di Silvi e un 43enne di Avezzano. In una settimana i morti sono stati 103, a fronte dei 93 registrati la settimana precedente e degli 81 di quella prima. Un’ escalation che non si arresta ormai da 6 settimane. Dall'inizio dell'anno i decessi in Abruzzo sono stati 705.
I RICOVERI. La curva dei ricoveri mostra una crescita costante da due mesi dei posti letto occupati, soprattutto nelle terapie intensive, nonostante l'aumento della dotazione messi in atto dalla Regione Abruzzo. Se i posti letto di rianimazione non fossero stati incrementati negli ultimi mesi l'Abruzzo sarebbe già abbondantemente oltre il 50% di quelli occupati. Gli ospedali continuano a segnalare comunque una difficile situazione da gestire.
L'Abruzzo è tra le regioni più in difficoltà insieme a Umbria, Marche, Trentino, Lombardia, Emilia Romagna e Molise. Ieri infatti il bilancio dei posti letto occupati ha fatto registrare un ulteriore aumento percentuale (+1%) delle terapie intensive.
I posti occupati sul totale disponibile in Abruzzo salgono a quota 94: 12 in più rispetto alla settimana precedente. Attualmente il tasso di occupazione è al 44.1%, pari a un +2.5% su base settimanale a fronte di una soglia di allarme del 30%. I nuovi accessi in terapia intensiva ieri sono stati 11, con un saldo, considerando dimissioni e decessi, che fa registrare due letti occupati in più. Il giorno prima le persone finite in terapia intensiva erano state otto. Dall'inizio dell'anno sono finite in intensiva in Abruzzo 315 persone, 60 solo nell'ultima settimana, mentre in quella precedente erano state 45 e in quella prima 50. E anche per quanto riguarda i posti in medicina Covid, il tasso di occupazione ormai è oltre la soglia di allerta del 40%.

