Covid, 625 casi: mai così tanti in 24 ore

È il dato più alto dall’inizio dell’emergenza. Aumentano i ricoveri in terapia intensiva e si registrano anche tredici morti
PESCARA. I numeri fotografano una situazione in rapido peggioramento e, nel giorno in cui viene annunciato che l’Abruzzo sarà nella cosiddetta “area arancione”, fanno registrare alla regione un nuovo record: 625 nuovi casi in 24 ore. È il dato più alto mai accertato dall’inizio dell’emergenza. Ma ci sono anche tredici decessi recenti. E c’è il dato sulle persone attualmente malate, che arrivano a sfiorare quota diecimila. Di conseguenza, aumenta il numero dei ricoveri e delle terapie intensive, con gli ospedali che vanno sempre più in affanno.
ANCORA MORTI. Sei, stando al bollettino ufficiale della Regione Abruzzo, i decessi recenti, che fanno salire il bilancio delle vittime a 602. Si tratta di un 56enne ed una 70enne dell'Aquila, di una 90enne di Vasto, di un 92enne di Bucchianico, di una 79enne di Teramo e di una 92enne di Pescara. La vittima più giovane, il 56enne, è Adriano Perrotti, commercialista, ex consigliere comunale all’Aquila. Disabile da oltre trent’anni per un incidente stradale, si è sempre battuto per una città che fosse inclusiva e accessibile. In serata arriva la notizia di altri sette decessi, non conteggiati nel bollettino ufficiale: un 82enne e un 85enne dell'Aquila, un 78enne di Sulmona, un centenario di Celano morto in una casa di riposo, una 90enne di Lanciano che era ospita della Rsa “Antoniano” interessata da un imponente focolaio, un 63enne di Atri e un 69enne di Isola del Gran Sasso. Solo nell’ultima settimana si contano ben 53 decessi.
NUOVI CASI. I 625 nuovi casi sono emersi dall'analisi di 3.951 tamponi: è risultato positivo il 15,82% dei campioni analizzati. Del totale, 208, cioè il 33,28%, sono riferiti a tracciamenti di focolai già noti. Il nuovo positivo più giovane è una bimba di sei mesi della provincia di Teramo, mentre il più anziano è un 96enne del Chietino. I positivi con età inferiore ai 19 anni sono 106: 43 in provincia di Teramo, 29 in provincia dell'Aquila, 18 in provincia di Chieti e 16 in provincia di Pescara. Il totale dei casi positivi dall'inizio dell'emergenza supera quota quindicimila: 4.531 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila, 2.928 in provincia di Chieti, 3.391 in provincia di Pescara, 3.967 in provincia di Teramo, 134 fuori regione e 192 per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
L’AQUILA E TERAMO. È ancora una volta la provincia dell’Aquila quella a far registrare più nuovi casi: l’incremento, in 24 ore, è di ben 212 unità. Segue a ruota il Teramano (+185). Poi ci sono il Chietino (+131) e il Pescarese (+100). A livello territoriale, sono proprio i due capoluoghi di provincia, L’Aquila e Teramo, rispettivamente con 60 e 54 nuovi casi, le località con il maggior aumento quotidiano. L’emergenza abruzzese, nelle ultime settimane, è rappresentata proprio dalle province di L’Aquila e Teramo. Per capire quanto rapidamente il virus stia circolando nell’Aquilano basta fare il confronto con i dati di un mese fa, quando i casi complessivi erano 752: in 30 giorni c’è stato un incremento del 502%. L’epidemia corre spedita anche nel Teramano. Lì 30 giorni fa i casi totali erano 931: oggi sono aumentati del 326%. Numeri imponenti anche nell’area metropolitana, che registra 41 nuovi casi: 23 a Pescara e 18 a Montesilvano. Tra le altre località con più contagi recenti vi sono Avezzano (35), Chieti (23), Castellalto (13), Ortona e Francavilla (12), Lanciano, Roseto, Silvi e Celano (11).
QUASI 10MILA POSITIVI. Il numero degli attualmente positivi al virus aumenta rapidamente e si avvicina paurosamente a quota 10mila: con 541 unità in più nelle ultime ore, il totale sale così a 9.872. Per il 5,7 per cento dei malati - 561 persone, 34 più di domenica - è stato necessario il ricovero in ospedale: 513 pazienti (+29) sono in terapia non intensiva e 48 (+5) sono intubati in rianimazione. Tutti gli altri - 9.311 persone (+507) - sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle aziende sanitarie locali.

