Covid, addio a De Fabritiis è stato presidente dell’Inps

Funzionario Aci, sindacalista della Cisl e consigliere Cram (abruzzesi nel mondo) Aveva 83 anni e da poco era rientrato da Cuba. Domani i funerali a Montesilvano
PESCARA. Aveva lasciato Montesilvano per trasferirsi a Santiago de Cuba ma qui tornava spesso con la moglie e poi, con l’arrivo della pandemia, aveva deciso di rientrare in città, dove è stato contagiato dal Covid 19 e poi è morto, all’ospedale di Pescara. Antonio De Fabritiis, 83 anni, non è riuscito a vincere la sua battaglia contro il virus che ha contagiato anche la moglie, Sandra Estevez. Lo ricordano con ammirazione gli amici di Pescara, primo tra tutti Pierluigi Spiezia, che parla dei «numerosi incarichi» ricoperti da De Fabritiis, primi tra tutti quello di corrispondente consolare d’Italia a Santiago de Cuba e di consigliere del Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo (Cram) e ci tiene a mettere il risalto «la cultura e l’impegno nell’associazionismo» dell’83enne. De Fabritiis è stato anche funzionario dell’Aci e sindacalista, avendo guidato la Federazione regionale e provinciale dei dipendenti pubblici della Cisl, e poi è stato presidente dell’Inps di Pescara, per due mandati. Una volta in pensione ha dedicato il suo tempo a viaggiare e, tra i posti raggiunti c’è anche Cuba. Lì ha conosciuto quella che poi è diventata sua moglie, una storica conservatorista della Sovrintendenza cubana. «Si sono sposati lì, dopodichè lui si è trasferito lì», dice sempre Spiezia che ha conosciuto De Fabritiis al Cram, durante la presidenza di Donato Di Matteo. Una volta a Cuba ha fondato l’Associazione degli abruzzesi a Cuba che ha intitolato a Francesco Federico Falco, un medico e chirurgo originario di Penne che partecipò alla guerra di indipendenza di Cuba dalla Spagna e proprio su di lui e sulle sua gesta De Fabritiis ha scritto un libro, presentato a Penne. La decisione di rientrare in Italia era nata dalle difficoltà causate dal Covid-19 ma proprio qui il virus lo ha colpito, fino al punto da rendere necessario il ricovero.
La malattia è stata scoperta il 15 dicembre, racconta sempre Spiezia che ha continuato a sentirlo telefonicamente anche mentre era in ospedale. De Fabritiis lascia anche due figli, Franco e Annarita (il terzo è morto a giugno dell’anno scorso).
La morte dell’ex sindacalista e dell’ex componente del Cram ha colpito tutti coloro che lo conoscevano. È «commosso» Aurelio Giammorretti, che ha avuto un legame speciale con De Fabritiis negli anni Settanta. «Abbiamo collaborato nel sindacato, la Federazione dei dipendenti pubblici della Cisl, di cui Antonio è stato segretario provinciale e regionale, e da lì siamo diventati amici per la pelle. Uscivamo insieme, andavamo al cinema e si avvertiva che ci teneva davvero a questo rapporto. Era una persona straordinaria, con una capacità unica di comunicare con sincerità. Gli sono stato sinceramente affezionato». È un «ottimo ricordo» anche quello di Donato Di Matteo che è stato presidente del Cram e sottolinea «la sua bravura, la sua preparazione, il suo darsi da fare». Pur non guidando più il Cram Di Matteo manteneva ancora i contatti con lui, più che con altri, e «il nostro era ancora un ottimo rapporto». Tra i messaggi di cordoglio quello di Giulio Del Federico, console a L’Avana, e del presidente della giunta regionale Marco Marsilio. «L’Abruzzo perde una voce nel mondo», dice a nome della giunta sottolineando che «ha portato oltre confine l’esperienza acquisita» alla guida dell’Inps». «Per l'Abruzzo», dice Sara Marcozzi, capogruppo M5S in Regione, viene meno «uno dei punti di riferimento all'estero. Chi è abruzzese lo è in qualunque parte del mondo stia trascorrendo la sua vita, e ne ho avuto la prova tangibile in questi ultimi anni anche grazie all'esperienza all'interno del Cram, di cui De Fabritiis era consigliere». I funerali domani. alle 10, nella chiesa di San Giovanni Bosco a Montesilvano.

