Covid all’attacco: 10 nuovi casi

Brusca impennata: è il dato peggiore negli ultimi due mesi. Chieti è in cima alla lista
PESCARA. Brusca impennata di nuovi casi di coronavirus in Abruzzo: con i test di laboratorio eseguiti nelle ultime ore ne sono stati accertati ben dieci. È il dato più alto degli ultimi due mesi. La maggior parte dei nuovi contagi è legata al focolaio che si è creato a Chieti. Sono ventuno, nel complesso, i nuovi casi emersi nell'ultima settimana. E torna a salire il numero degli attualmente positivi al virus. Gli esperti non hanno mai smesso di ripetere che l'emergenza non è superata e ora, alla luce dei nuovi dati, rilanciano gli appelli all'uso delle mascherine e al distanziamento sociale.
IL BILANCIO. Con i nuovi casi, il totale dei pazienti affetti da Covid-19 sale a 3.352.
Il dato di ieri è il più alto non solo dal 29 maggio, giorno in cui l'Abruzzo registrò per la prima volta l'azzeramento dei contagi, ma anche delle settimane precedenti. Per trovare un numero superiore a dieci casi bisogna infatti tornare al 16 maggio, quando era ancora in atto il lockdown.
A Chieti, negli ultimi giorni, si registrano otto contagiati dal Covid-19, dopo i casi del negoziante che si trova ricoverato in Terapia intensiva a Pescara e di alcuni suoi familiari. Accertamenti vengono svolti anche su un gruppo di stranieri, che abita in centro storico, dopo che due di loro, una madre e il figlioletto, sono risultati positivi. E a questi si aggiunge la commessa di un negozio del Megalò. Decine i tamponi in corso nel capoluogo teatino e almeno 35 i soggetti che sono in quarantena.
Del totale dei pazienti abruzzesi, 249 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+2 rispetto mercoledì, uno dei quali nella Marsica), 834 in provincia di Chieti (+3), 1.605 in provincia di Pescara (+4, tre dei quali relativi al cluster chietino), 635 in provincia di Teramo e 26 fuori regione, mentre per 3 casi (uno in più, relativo al cluster chietino) non è indicata la provenienza.
NESSUN DECESSO. Il dato positivo della giornata è che non si registrano decessi recenti: il bilancio delle vittime è fermo a 470. Aumentano, di poco, le persone guarite o dimesse dagli ospedali.
Sono quattro in più, per un totale di 2.767 unità: 2.754 pazienti hanno risolto i sintomi dell'infezione e sono risultati negativi in due test consecutivi e tredici da sintomatici con manifestazioni cliniche associate al Covid-19 sono diventati asintomatici ed attendono i tamponi di controllo.
IL CONFRONTO. Dopo un periodo di tregua, dunque, la situazione torna a preoccupare.
In una giornata in cui solo la Valle d'Aosta non presenta nuovi contagi, l'Abruzzo non è tra le regioni peggiori, ma è comunque tra gli otto territori che registrano una crescita a due cifre. Anche dal confronto settimanale emerge un incremento: nel periodo 17-23 luglio si contano 21 nuovi casi (quattro pazienti residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila, nove in quella di Chieti, sei nel Pescarese, uno nel Teramano e uno la cui provenienza non è indicata), mentre dal 10 al 16 luglio erano stati 15.
Ci sono, tra l'altro, di nuovo pazienti in condizioni più gravi: due le persone ricoverate in terapia intensiva. Gli attualmente positivi al virus tornano a salire: sono sei in più, per un totale di 115. La maggior parte delle persone al momento malate viene gestita a casa. Sono 105 (+5), infatti, i pazienti in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl e otto (invariato) quelli ricoverati in ospedale, a cui si aggiungono le due persone in rianimazione. Tra i contagiati recenti vi sono vi sono anche soggetti relativamente giovani e perfino un bambino.
I CONTATTI. Gli addetti ai lavori sono impegnati nel cosiddetto contact tracing, ovvero il tracciamento dei contatti, per individuare tutte le persone che abbiano interagito con i pazienti risultati positivi.
I soggetti in questione, in base alla durata e alle modalità del contatto, vengono sottoposti a tampone ed, eventualmente, posti in quarantena, sotto il controllo costante del personale delle Asl. Oltre alle attività epidemiologiche, estremamente importante è la diagnostica: la capacità di eseguire tamponi in quantità e rapidamente, infatti, consente di spegnere sul nascere o circoscrivere i focolai. Dall'inizio dell'emergenza, in Abruzzo sono stati eseguiti 122.303 test, cioè 1.336 in più di mercoledì. L'arma principale contro la diffusione del virus, però - gli esperti lo ripetono da sempre e a maggior ragione in questo momento - è la prevenzione: mascherina e distanze.

