Covid, chiuse tre scuole in città L’assessore: è colpa dei genitori

1 Febbraio 2021

In isolamento a casa fino al 14 febbraio oltre 2mila persone tra alunni, docenti e personale Ata

PESCARA. Il virus corre velocissimo dentro le scuole. E rischiano di diventare ingestibili i contagi a macchia d’olio che si sviluppano nelle classi dei comprensivi comunali. Ieri un’altra impennata di casi che ha costretto il sindaco Carlo Masci a firmare, «in via cautelativa e prudenziale» un’ordinanza per la chiusura di tre scuole, la media “Rossetti” (comprensivo 5), la media “Benedetto Croce” (comprensivo 6) e tutti i tre plessi del comprensivo 3 di via Regina Elena, Mazzini e Milite Ignoto. A casa da oggi oltre 2000 persone, tra alunni, docenti e personale Ata che rimarranno in isolamento per due settimane, fino a domenica 14 febbraio. Il rientro negli istituti è previsto per lunedì 15 febbraio. Il provvedimento del primo cittadino (che arriva dopo la chiusura di una scuola di Santa Teresa di Spoltore), è conseguente alle «richieste inoltrate dalle tre dirigenti scolastiche a disporre la chiusura temporanea» degli istituti che ormai aprono e chiudono a ripetizione causando stress e disagi a bambini, famiglie e docenti che si muovono a rischio da una classe all’altra. Il Comune rende noto che la dirigente della media Croce di via Scarfoglio «ha segnalato 11 casi di positività al Covid 19, 2 docenti, 8 alunni e un collaboratore scolastico». In isolamento sono andati 400 alunni, 60 docenti e 7 collaboratori. Domani sarebbero dovuti rientrare 8 classi dalla quarantena, ma per loro è già stata prevista la didattica digitale.
«Fondamentale è la salvaguardia della salute di tutta la collettività» è il commento della preside del comprensivo 6 Mariella Centurione, «ma c’è una forte esperienza che ci sostiene, le procedure sono rodate e siamo diventati resilienti. Attendiamo l’avvio dei tamponi a scuola», ma nel frattempo, «stiamo seguendo tutti i protocolli con l’aiuto prezioso e straordinario del personale Asl che risponde a tutte le ore alle nostre esigenze senza mai risparmarsi fino a tarda sera».Alla secondaria di primo grado Rossetti «è stato evidenziato», prosegue il Comune, «un incremento di casi al plesso di via Raffaello, ma con esclusione di classi quinte della primaria perché fisicamente separate da quella secondaria». Anche in questo caso, isolamento domiciliare per 500, tra studenti e personale. Il dirigente del comprensivo 5, Daniela Massarotto, rivela che «tutto è partito dalla positività di 4 docenti e 6 alunni e la conseguente diffusione reticolare del contagio. Nel frattempo abbiamo ordinato la sanificazione degli ambienti e da domani (oggi ndr) attiveremo la didattica a distanza. Speriamo negli screening al più presto». Quindi si sfoga, Massarotto: «Non riusciamo a vedere la fine, siamo stanchi, ci sta logorando questa situazione. Alle famiglie diciamo di stare tranquille, siamo estremamente rigorosi nell’esecuzione dei protocolli di sicurezza. Poi, confidiamo nel senso di responsabilità di ognuno».
Nel comprensivo 3 diretto da Elena Marullo sono stati riscontrati una decina di casi nel plesso infanzia e primaria di via Regina Elena, alla secondaria di primo grado “Mazzini” e infanzia e primaria “Codignola” di via Milite Ignoto la cui chiusura, prevista fino al 5 febbraio, è stata estesa fino al 14. Complessivamente sono un migliaio gli studenti, insegnanti e collaboratori scolastici in isolamento domiciliare. «È inspiegabile quanto sta accadendo, siamo e saremo sempre stati attentissimi» è il commento della preside Marullo che combatte la sua personale battaglia contro il Covid. La vice preside, Manuela Di Venanzio, è impegnata nel sostegno alle famiglie. Nella sede centrale “Illuminati” di via Regina Elena anche gli uffici amministrativi rimarranno chiusi in via precauzionale. L’assessore all’Istruzione Gianni Santilli che oggi incontrerà il manager Asl Vincenzo Ciamponi per l’organizzazione dei tamponi di massa nelle scuole, bacchetta i genitori: «Devono accompagnare i figli ai cancelli e andare a casa, basta chiacchiere con le mascherine abbassate. Zona gialla non vorrà dire liberi tutti, altrimenti fra una settimana rischiamo di tornare in rosso» si infervora l’assessore.