Covid, fra i 34 ricoverati c’è un neonato di 21 mesi

13 Agosto 2024

È assistito da ieri mattina in Terapia intensiva neonatale dell’ospedale di Chieti È salito a 1.944 il numero delle persone positive, e muore una 85enne di Pescara

PESCARA. C’è anche un neonato fra i 34 ricoverati per Covid in Abruzzo. Il bambino di appena 21 giorni è assistito da ieri mattina nella Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale clinicizzato di Chieti. Presentava difficoltà respiratorie, era disidratato e inappetente, ed è risultato positivo al tampone. Il contagio è avvenuto, con molta probabilità, attraverso la mamma, che aveva contratto il virus nei giorni scorsi e ora è tornata negativa. Ma dalla Asl di Chieti rassicurano.
«Le condizioni del bambino non destano particolari preoccupazioni, anche perché ha già risposto bene alle prime terapie a cui è stato sottoposto, e non è stato necessario aiutarlo con un supporto respiratorio», si legge in una nota diffusa ieri pomeriggio dall’Azienda sanitaria. Il piccolo è stato subito posto in isolamento, dando comunque alla mamma la possibilità di entrare in reparto per l’allattamento, adeguatamente protetta. Resterà nel policlinico di Chieti finché non risulterà negativo al tampone.
«In questi giorni di caldo torrido», è l’appello di Diego Gazzolo, direttore della Terapia Intensiva Neonatale teatina, «raccomando alle mamme di non ignorare eventuali sintomi accusati dai bambini, facilmente attribuibili alle alte temperature. È sempre preferibile fare un test, per prudenza, perché il contagio da Covid è tornato d’attualità».
Ma il contagio del neonato è solo l’ultimo di una serie di segnali che il Covid sta lanciando anche nella nostra regione. Nel periodo compreso tra il 3 e il 12 agosto infatti sono stati scoperti 602 nuovi casi mentre il numero dei pazienti attualmente positivi è salito in Abruzzo a 1.944, di cui 32 sono ricoverati in area medica e due in Terapia intensiva. Per di più si è allungata la lista dei decessi: l’ultima vittima è una donna di 85 anni di Pescara, la terza dal 23 luglio scorso.
La percentuale di pazienti con malattie respiratorie che risultano avere il Covid è aumentata di 5 volte nelle ultime 8 settimane e anche la percentuale di pazienti ricoverati in ospedale è cresciuta. È questo, in estrema sintesi, il quadro tracciato dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) riferito all’Italia da cui emerge che, nonostante il numero assoluto di casi sia inferiore all'ondata invernale che ha raggiunto il picco a dicembre 2023, le infezioni questa estate stanno ancora causando ricoveri e morti.
Il consiglio è quello di valutare di indossare la mascherina in certe situazioni particolarmente a rischio. L'agenzia infatti ricorda che «per ridurre le probabilità di infezione, in particolare ora che il Covid sta circolando di più, bisogna prendere in considerazione l'uso di mascherine negli spazi chiusi affollati. Una mascherina monouso come la N95», simile alla Ffp2 come capacità filtrante, «offre la migliore protezione», indica l'Oms Europa, «se si deve interagire con qualcuno che ha Covid, che sia un familiare o altro, usare una mascherina diventa particolarmente importante».
Inoltre, a differenza dell'influenza stagionale, continua l'Oms Europa, «il Covid-19 circola tutto l'anno. E finché questo schema non cambierà, ciascuna regione potrebbe sperimentare più ondate ogni anno, situazione che mette sotto sforzo i sistemi sanitari e aumenta le probabilità che le persone, in particolare le più fragili, si ammalino». Che cosa pensa di fare la Regione Abruzzo? (l.c.)