Covid, meno 2mila casi rispetto all’anno scorso

Ecco le mappe dei Comuni e il confronto tra ottobre 2021 e 2020
Esiste un numero che ridà speranza perché misura l’impatto positivo della campagna di vaccinazione anti-Covid sulla diffusione del virus in Abruzzo: duemila, tanti sono i casi di positività in meno registrati nelle ultime tre settimane rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Dal primo al 21 ottobre del 2020, quando il vaccino era ancora un miraggio, infatti, i nuovi positivi scovati dal tracciamento furono 2.643; 12 mesi dopo i contagiati sono crollati in regione, fermandosi a 615. Il segno meno è del 77%. E i comuni abruzzesi con almeno cinque casi di positività sono passati da 84 a 33. Il calo nei contagi è visibile ovunque in regione, ma è più marcato nelle grandi aree urbane, quelle con maggiore densità demografica e di attività produttive. Qui il siero anti-Covid è riuscito quindi a ribaltare completamente il paradigma sull’infezione del virus. Tra le possibili cause c’è proprio la recente introduzione dell’obbligo del Green pass sul luogo di lavoro, che ha prodotto evidentemente i suoi maggiori effetti lì dove insistono le grandi aziende. Non mancano comunque le eccezioni alla regola, alcune sono di rilievo, ma di numero limitato. In molti casi sono legati a focolai più o meno grandi, più o meno tracciati. Ma che i dati mostrano ancora oggi, facendo schizzare in alto il numero dei positivi anche e soprattutto nei piccoli paesi dell’entroterra.
CAPOLUOGHI e CITTÀ
Non è un caso che sia proprio Pescara il capoluogo di provincia con il calo più marcato dei contagi, assestato poco oltre l’80%. Subito sotto c’è Chieti, che però vanta il dato migliore in termini assoluti con i suoi 16 casi registrati da inizio ottobre.
Alla pari, con un calo sotto la media del 62%, ci sono le città di Teramo e L’Aquila. Quest’ultima detiene il dato peggiore in termini di nuovi positivi tra tutti i comuni abruzzesi, così come accadeva un anno fa. Avezzano fa invece registrare un record tra le città abruzzesi: qui in un anno il calo supera il 91%. Nella stessa provincia, a Sulmona, è del 50%. Nel Teramano la città più popolosa dopo il capoluogo, ossia Roseto, vede il calo sfiorare il 90%. A Lanciano è invece del 63%. Discorso a parte si deve fare per Vasto: un anno fa i contagi nei primi 21 giorni di ottobre erano meno di cinque, ma improvvisamente si impennarono, a partire dal 24 ottobre, fino a raggiungere i 99 casi. A ieri, i nuovi casi registrati nel mese di ottobre sono stati 31.
GRANDI AREE URBANE
Nella grande area urbana di Chieti e Pescara il crollo dei contagi supera complessivamente il 79%. Un risultato, questo, raggiunto grazie anche ai cali vistosi di Francavilla (meno 89%) e Montesilvano (meno 64%). Importante anche il calo di Spoltore e Città Sant’Angelo, passati in un anno rispettivamente da 30 e da 23 casi a farne registrare meno di cinque.
Meglio dell’area urbana di Chieti e Pescara fa la Marsica, con un crollo dei contagi che in un anno supera l’84%, grazie al calo di Avezzano, ma anche a quello di Celano, dove il segno meno è addirittura del 95%.
le eccezioni
In uno scenario di calo generalizzato, sono solo dieci i comuni abruzzesi che hanno visto invece crescere il numero dei contagi. L’eccezione più importante, in termini di popolazione residente, si trova sulla costa teramana: è rappresentata da Giulianova, dove i casi sono cresciuti del 56% negli ultimi 21 giorni rispetto allo stesso periodo del 2020. Questo, nonostante la località sia uscita ormai da settimane dal grande affollamento estivo dovuto alle presenze turistiche.
Subito dopo viene Luco dei Marsi, in controtendenza rispetto al resto della Marsica. Qui i contagiati sono più che raddoppiati in un anno, passando da 14 a 29.
PICCOLI PAESI
Tra le eccezioni ci sono anche piccoli paesi dove, negli ultimi giorni, alcuni focolai hanno fatto schizzare in alto il numero di contagiati.
Su tutti, svettano due comuni dell’Aquilano tra loro vicini: si tratta di Rocca di Cambio, dove, stando ai dati, nei primi 21 giorni di questo mese si è contagiato il 2,25% della popolazione residente totale (11 persone su 487 abitanti) e di Rocca di Mezzo, dove invece è risultato positivo l’1,85% della popolazione (25 persone su 1.372 abitanti). In quest’ultimo paese l’alto numero dei contagiati ha spinto le autorità già nei giorni scorsi a chiudere le scuole e ad avviare una campagna di screening sulla popolazione.
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