Covid, più ricoverati gravi Tra le vittime c’è un 49enne

31 Dicembre 2022

I casi scendono, ma il dato è falsato dal crollo dei tamponi durante le feste di Natale

PESCARA. Il report dice che i casi Covid scendono ma non è un dato attendibile. Gli oltre 5.500 test molecolari e antigenici in meno, rispetto alla settimana precedente, infatti falsificano al ribasso il numero reale dei nuovi contagiati dal virus scoperti in Abruzzo nel periodo che va dalla vigilia di Natale fino a ieri.
Il crollo dei tamponi era peraltro previsto a causa di due giorni festivi capitati durante la settimana presa in esame. Sono quindi altri i parametri che ci permettono di valutare analiticamente l’andamento attuale della pandemia nella nostra regione.
Primo fra tutti il tasso di positività che sale di ben tre punti dal 16,53 per cento al 19,63. Poi c’è la crescita del numero dei malati più gravi ricoverati in terapia intensiva che, come anticipato tre giorni fa dal Centro, è praticamente raddoppiato. Così come aumentano di ben 436 unità gli attualmente positivi. E tra i 14 deceduti compare anche una vittima di 49 anni.
Questo è il quadro reale della situazione che non è catastrofico ma evolve verso un peggioramento seppure l’Istituto superiore di sanità classifichi ancora l’Abruzzo tra le regioni a «basso rischio». Ma entriamo nel dettaglio del nuovo report settimanale diffuso ieri dall’assessorato regionale alla Sanità.
IL BOLLETTINO
Sono 4.526 (di cui 721 reinfezioni) i casi positivi al Covid registrati tra il 24 e il 30 dicembre in Abruzzo, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza - al netto dei riallineamenti - a 636.069 (di cui ben 31.886 reinfezioni).
Il bilancio dei pazienti deceduti registra 14 nuovi casi (di età compresa tra 49 e 96 anni) e sale a 3.831. Nel totale dei casi positivi sono compresi anche 616.669 dimessi/guariti (+ 4076 rispetto a venerdì 23 dicembre).
Gli attualmente positivi in Abruzzo sono 15.569 (+ 436 rispetto alla settimana precedente). Di questi, 222 pazienti (cioè uno in meno) sono ricoverati in ospedale in area medica; 13 (+ 6 rispetto alla vigilia di Natale) in terapia intensiva, mentre i restanti 15.334 malati di Covid sono in isolamento domiciliare.
Nell’ultima settimana sono stati eseguiti 3.539 tamponi molecolari (2.558.956 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 19.509 test antigenici (4.717.092). Il tasso di positività quindi sale a 19,63%.
PROVINCE E CITTÀ
Del totale dei casi positivi, 129.030 sono residenti oppure domiciliati in provincia dell’Aquila (+ 679 rispetto a venerdì 23 dicembre), 182.085 in provincia di Chieti (+1.544), 151.357 in provincia di Pescara (+ 1.246), 151.443 in provincia di Teramo (+ 943), 13.078 fuori regione (+ 47) e 9.076 (+ 67) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza.
Per quanto riguarda le città più colpite negli ultimi sette giorni questa è la classifica: Pescara 388 nuovi contagi (in aumento), Chieti 196, Montesilvano 192, L’Aquila 175, Teramo 149, Lanciano 143 (in crescita), Vasto 101, Francavilla al Mare 89 (in aumento), Avezzano 87 (in crescita) e infine Ortona con 72 casi recenti.
LE FASCE D’ETÀ
Siamo di fronte a un calo generale di nuovi contagiati, a partire dagli over 80 fino ai giovanissimi sotto i 12 anni (vedi la tabella sull’andamento che pubblichiamo qui sopra). Ma è una diminuzione apparente, come si diceva, perché risente del minor numero di test diagnostici eseguiti. La conferma arriva di fatto dall’aumento di oltre 3 punti del tasso di positività rispetto alla settimana precedente.
IL RAPPORTO ISS
A livello nazionale l’indice Rt scende a 0,84. Nessuna Regione è classificata a rischio alto; cinque sono a rischio moderato e sedici classificate a rischio basso. Dodici Regioni riportano almeno una allerta di resilienza, solo due Regioni riportano molteplici allerte di resilienza.
Per quanto riguarda l’Abruzzo: l’indice Rt è perfettamente il linea con il dato medio nazionale (0,84), la classificazione di rischio è definita bassa con una sola allerta di resilienza riferita alla “possibilità di garantire adeguate risorse per contact-tracing, isolamento e quarantena” che, secondo l’Iss è sotto la soglia di sicurezza. Infine l’appello dell’Istituto superiore di sanità: «Si sottolinea l’importanza dei richiami vaccinali negli anziani e nei gruppi di popolazione più fragili, anche considerando la progressiva riduzione dell’effetto protettivo contro l’infezione per SarsCoV-2 con il passare del tempo, sia per l’infezione pregressa che per la vaccinazione».