Covid, picco di contagi a Natale Domani c’è l’Open day vaccinale

Dosi anche contro l’influenza in via Paolini e nei distretti sanitari di Montesilvano, Penne e Scafa Il virologo Fazii: «È importante continuare la profilassi e non avere paura degli effetti collaterali»
PESCARA. «Con il caldo il virus sembra attenuarsi, ma se arriva il freddo Covid e influenza rischiano di aumentare il numero dei pazienti» a casa e in ospedale. Al momento non si possono fare bilanci «perché le festività non sono ancora concluse». Ma è certo, invece, che «bisogna continuare a vaccinarsi senza avere paura. Chi non ha avuto fastidi alle passate somministrazioni, non li avrà neppure con una nuova dose». Sono le rassicurazioni che arrivano dal virologo Paolo Fazii, responsabile dell'unità operativa complessa di Microbiologia dell'ospedale civile di Pescara.
L’OPEN DAY DELLA ASL
E proprio per invitare i cittadini a proseguire la profilassi anti Covid, che negli ultimi tempi sembra aver subito una battuta d'arresto proprio per la riluttanza dell'utenza, spaventata da nuove iniezioni, Regione Abruzzo e Asl promuovono un Open day antinfluenzale e anti Covid 19 che si terrà domani negli ambulatori vaccinali della Asl pescarese. Non è necessaria la prenotazione per effettuare la somministrazione. Gli ambulatori aperti al pubblico durante la giornata di domani saranno via Paolini a Pescara dalle ore 9 alle 18; e nei distretti sanitari di Montesilvano (sempre dalle 9 alle 18); Penne, dalle 9 alle 16 e stessi orari di attività nel distretto di Scafa. «L'iniziativa», si legge in una nota diffusa dall'azienda sanitaria, «è rivolta a coloro che intendono proteggersi dall’influenza stagionale e/o dal Covid». Sarà somministrato il vaccino Pfizer (Comirnaty Omicron Xbb 1.5) e «al fine di massimizzare la protezione per la stagione autunno-inverno, la somministrazione è raccomandata a distanza di 6 mesi dall’ultima dose di vaccino anti Covid 19 ricevuta o dall’ultima infezione (in base alla data del test diagnostico positivo) a prescindere dal numero di eventi pregressi», recita la nota della Asl.
A NATALE PICCO DI CONTAGI
Secondo l'azienda sanitaria sono «tantissime le persone che hanno trascorso le festività natalizie con l'influenza, febbre altissima con conseguente abbassamento di voce, protratta per tanti giorni, oppure col Covid», ma i numeri non sono facili da quantificare «perché si fanno sempre meno tamponi», puntualizza il virologo Paolo Fazii, «invece il test serve a capire la differenza tra influenza e Covid», tra un semplice raffreddore e una polmonite interstiziale.
CHI DEVE VACCINARSI?
La scelta dei tamponi è personale: chi preferisce il molecolare, chi si rivolge alle farmacie, chi sceglie il test fai da te, sempre più introvabile nei supermercati. «Siamo nel bel mezzo di un processo di cambiamento», analizza Fazii, «la pandemia ha scatenato problematiche sociali importanti, di tipo economico, ha allontanato i simili dai simili. Oggi, quando mancano ancora anni affinché il Covid possa dirsi sconfitto, la gente ha paura di vaccinarsi perché teme effetti collaterali che non ci saranno neppure ora se non ci sono stati nelle prime fasi vaccinali». Il virologo invita a guardare la questione da un punto di vista diverso: «La vaccinazione ha risparmiato milioni di vittime». E avverte: «Il picco, ora attenuato dalle temperature miti, potrebbe risalire col freddo. Bisogna fare attenzione almeno fino ad aprile». Chi deve vaccinarsi? Facoltà di scelta è data agli under 60, ma la vaccinazione è consigliata agli ultrasessantenni, persone con più di 75 anni, con patologie diabetiche, obesità, fragili che negli ultimi 12 mesi non hanno fatto la dose di richiamo.
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