Covid, risalgono i morti: sono 10 in una settimana

Superati i 650mila contagi totali: un abruzzese su due si è ammalato
PESCARA. Mercoledì 14 febbraio è stato il giorno più nero: quattro morti, in appena 12 ore, hanno fatto schizzare verso l’alto il numero dei decessi in Abruzzo nell’ultima settimana. Il bollettino, diffuso ieri dall’assessorato regionale alla Sanità, riporta così un numero totale di 10 vittime del Covid. È l’unico dato in controtendenza rispetto al calo ulteriore dei nuovi contagi e dei casi attualmente in corso. Per quanto riguarda invece i ricoveri si registra un lieve aumento degli ingressi nelle terapie intensive dovuto, come per la crescita dei decessi, alla presenza di altre patologie gravi che hanno finito per compromettere lo stato di salute dei pazienti. In parole più semplici chi ha contratto il virus non muore solo di Covid.
IL BOLLETTINO
Sono 739 in Abruzzo i nuovi casi accertati tra l'11 e il 17 febbraio. Sono emersi dall'analisi di 2.885 tamponi molecolari e 7.608 test antigenici. Il totale dei contagi supera quota 650mila e sale a 650.441; le reinfezioni sono 36.591 (+201 rispetto al venerdì precedente). Dieci i decessi recenti (di età compresa tra 64 e 98 anni): il bilancio delle vittime sale a 3.916. Gli attualmente positivi sono 10.018 (- 211: 81 pazienti (-1) sono ricoverati in ospedale in area medica e 5 (+2) sono in terapia intensiva, mentre i restanti 9.932 malati sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 636.507 (+940).
PROVINCE E CITTà.
Del totale dei casi, 131.282 sono residenti o domiciliati in provincia dell'Aquila (+97 rispetto a venerdì 10 febbraio), 187.197 in provincia di Chieti (+238), 155.274 in provincia di Pescara (+229), 154.371 in provincia di Teramo (+177) e 13.223 fuori regione (+7), mentre per 9.094 (-9) sono in corso verifiche sulla provenienza.
Le 10 città con più casi in sette giorni (escluse le reinfezioni) sono Pescara 52, Chieti 41, L'Aquila 26, Montesilvano 22, Lanciano 21, Teramo 19, Francavilla e Roseto 13, Città Sant'Angelo e Ortona 12.
L’ANALISI DEI DATI.
La circolazione del Covid-19, in Abruzzo continua a rallentare, seppure a ritmi inferiori rispetto alle settimane precedenti. Il totale dei nuovi casi degli ultimi sette giorni è pari al -9% se confrontato al dato della settimana precedente.
Si riduce gradualmente l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, che è ora a 58 (una settimana fa 64). Stabili i ricoveri, ma aumentano leggermente quelli in terapia intensiva. In lenta riduzione il numero di casi attivi, che resta superiore a quota diecimila. Scende ancora il tasso di positività, la cui media nell'ultima settimana è pari al 7,04%, contro il 7,47% della settimana precedente. Sul fronte decessi, analizzando i dati contenuti nel bollettino della Regione, si registra un aumento: nell'ultima settimana le vittime sono state 10, contro le 6 di quella precedente. Per quanto riguarda i ricoveri, quelli in area medica si riducono di una sola unità, mentre quelli in rianimazione, a fronte di un aumento di due unità, crescono del 67%. Il tasso di occupazione dei posti letto è fermo al 6% per le aree mediche e sale al 3% per le terapie intensive (una settimana fa 2%). A livello territoriale, in testa, per numero di contagi, c'è la provincia di Pescara, con un'incidenza settimanale dei nuovi casi per centomila abitanti pari a 73 (una settimana fa era 79); seguono la provincia di Chieti, con 64 (sette giorni fa 73), e quella di Teramo, con 59 (dato invariato). Chiude l'Aquilano con 34 (una settimana fa 45).
IL RAPPORTO DELL’ISS.
L’Abruzzo è considerato a basso rischio e senza alcuna allerta in un contesto in cui nessuna Regione è classificata a rischio alto; nove sono a rischio moderato e dodici a rischio basso. Quattordici Regioni inoltre riportano almeno una allerta di resilienza e cinque Regioni molteplici allerte di resilienza. Questo secondo l’Iss.

