Cozzi incontra il ministro sull’emergenza Saline

Inquinamento del fiume e dissesto idrogeologico, l’assessore consegna a Galletti un dossier sul corso d’acqua definito la discarica lineare più lunga d’Italia
MONTESILVANO. Fiume Saline e dissesto idrogeologico al centro dell’incontro romano tra l’assessore comunale alle Politiche ambientali Valter Cozzi e il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Nella capitale, Cozzi ha discusso con il ministro di tre importanti argomenti legati al corso d’acqua. Definito discarica lineare più lunga d’Italia, il fiume Saline, declassato da sito di interesse nazionale a sito di interesse regionale, è un’autentica bomba ecologica, con rifiuti interrati fino a cinque metri di profondità.
«Ho presentato all’attenzione del ministro un dossier sul fiume Saline, nel quale vengono descritte e sottolineate tutte le criticità del lungofiume» spiega l’assessore. «Abbiamo affrontato anche la questione dell’ex discarica di Villa Carmine. Se è vero che il Saline è passato da sito di interesse nazionale a sito di interesse regionale, il ministro ha ribadito comunque la disponibilità a discutere della questione e, soprattutto, a verificare in che modo sono stati utilizzati tutti quei fondi stanziati in passato dal governo».
Oggetto di discussione, inoltre, la situazione legata al dissesto idrogeologico e alle frane che interessano il territorio di Montesilvano. «Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto in questo incontro. Le pratiche relative al nostro territorio sono ora passate alla struttura ministeriale» aggiunge Cozzi, annunciando una prossima visita del ministro Galletti in città.
«È stata soltanto la prima interlocuzione che verrà seguita da contatti continui. Il ministro si è mostrato molto collaborativo e aperto a individuare insieme le soluzioni alle problematiche che interessano Montesilvano e ha annunciato la sua visita già nel prossimo gennaio». Il Saline e le problematiche legate al sito sono stati protagonisti, la scorsa domenica, di una “passeggiata di consapevolezza” sulle sponde del fiume, organizzata da L’Altracittà Montesilvano.
«Un anno dopo l’alluvione del novembre e dicembre 2013 poco o nulla è cambiato. La solita distesa di rifiuti, abbandono, incuria, una terra di nessuno dove accade di tutto tranne la bonifica» avevano denunciato gli attivisti, invocando «azioni concrete» da parte dell’amministrazione con un «crono programma di interventi urgenti». Tra le tappe di quella che L’Altracittà ha definito una «ennesima discesa agli inferi»: l’ex discarica di Villa Carmine e il depuratore consortile. Gli attivisti si sono concentrati, in particolare, anche sull’argine «scalzato per 25 metri tra il Palacongressi e il centro di intrattenimento Porto Allegro. Fa paura, rimasto così come lo avevamo trovato dopo l’alluvione del 2013».
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