Crac Oma, perizia sul ruolo di Masciarelli

3 Ottobre 2020

Affidata dai pm la consulenza tecnica sui due telefonini sequestrati al manager, in due mesi le risposte

PESCARA. Sarà il consulente tecnico D'Orazio a effettuare la copia forense di due telefoni cellulari sequestrati a Giancarlo Masciarelli, uno degli indagati per concorso in bancarotta fraudolenta nell'inchiesta che sta conducendo la procura sul fallimento della società Oma dell'imprenditore Mauro Angelucci.
Ieri mattina, come anticipato dal Centro, i magistrati che seguono l'inchiesta, Luca Sciarretta e Andrea Di Giovanni, hanno incontrato i legali di Masciarelli, Giuliano Milia e Marco Femminella, per definire questo passaggio tecnico che necessitava di un contraddittorio fra le parti che si è regolarmente svolto senza alcun problema.
Un incarico che la procura avrebbe dovuto assegnare subito dopo le perquisizioni che nello scorso mese di febbraio vennero eseguite negli uffici di Masciarelli (e che portarono al sequestro di alcuni strumenti informatici e dei cellulari), al quale venne consegnato contestualmente l'avviso di garanzia per concorso in bancarotta fraudolenta con Angelucci.
Ma le problematiche legate alla pandemia bloccarono ogni attività e così questo passaggio, importante per il prosieguo dell'inchiesta, è stato fatto soltanto ieri mattina. Il consulente D'Orazio si è preso 60 giorni di tempo prima di restituire la perizia con la quale la procura punta ad accertare se esistano altri elementi, oltre quelli già acquisiti, per stabilire che tipo di rapporto esisteva tra Masciarelli e Mauro Angelucci (che a suo tempo si presentò spontaneamente in procura per auto accusarsi della bancarotta e di falsi in bilancio) e quale sia stato l'effettivo ruolo svolto dall'ex presidente della Fira, oggi importante consulente di diversi imprenditori.
Stando a quanto dichiarò Masciarelli nell'interrogatorio da lui stesso sollecitato dopo le perquisizioni subite per spiegare la sua completa estraneità a ogni ipotesi di reato avanzata dalla procura, per la Oma avrebbe svolto a suo dire soltanto un lavoro di consulenza sulle carte e i conti della società dichiarata fallita dal tribunale di Pescara il 22 ottobre 2019. Per la Oma venne prima presentato un concordato preventivo che non venne mai definito in quanto Angelucci (ex presidente di Confindustria ed ex presidente della Camera di Commercio Chieti-Pescara) non presentò mai in tribunale l'indispensabile piano concordatario, poi arrivò l'inaspettata dichiarazione di autofallimento. Per la procura, dunque, è importante conoscere che cosa contengono i telefonini cellulari sequestrati e se siano magari presenti elementi tali da supportare l'ipotesi di reato contestata a Masciarelli.
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