«Cratere, stabilizzare personale precario»

7 Febbraio 2021

«Considerata l’importanza e l’urgenza di dare attuazione alle disposizioni in materia di stabilizzazione del personale in servizio negli uffici per la Ricostruzione», il tavolo di coordinamento delle...

«Considerata l’importanza e l’urgenza di dare attuazione alle disposizioni in materia di stabilizzazione del personale in servizio negli uffici per la Ricostruzione», il tavolo di coordinamento delle aree omogenee rende noto di avere sollecitato da diversi mesi una soluzione condivisa con la Regione Abruzzo che dia «una risposta efficace alla necessità di non disperdere il qualificato contingente» Usrc (Ufficio speciale ricostruzione Comuni del Cratere) e possa evitare l’interruzione della ricostruzione post-sisma in corso.
«È assolutamente necessario», commenta il sindaco di Cugnoli Lanfranco Chiola, rappresentante dell’area omogenea numero 5 e attuale coordinatore del tavolo di coordinamento delle aree omogenee, «non perdere questa importantissima occasione ed opportunità prevista dalla normativa in materia, al fine di non disperdere la qualità, la continuità e la competenza acquisita dal personale Usrc interessato ai processi di ricostruzione». È stato deciso, pertanto, di collaborare con la Regione Abruzzo, Ente di dimensioni adeguate per l’organizzazione di tutto il personale in servizio alle attuali sedi di esercizio. Dopo una manifestazione di disponibilità iniziale espressa dall’assessore regionale delegato, Guido Liris, «siamo di fronte a un periodo di pericolosa stasi», sostiene il coordinatore. Per arrivare a una soluzione «quanto mai necessaria e urgente», il sindaco coordinatore Lanfranco Chiola - in accordo con tutti i rappresentanti delle aree omogenee - ha convocato il tavolo di coordinamento, invitando alla riunione il presidente della Regione Abruzzo e l’assessore regionale di competenza.
«Considerata l’importanza della questione, per le dirette e conseguente ripercussioni sull’intero processo della ricostruzione post-sisma del nostro territorio», conclude Chiola, «è essenziale risolvere la questione in tempi celeri».