«Cravatta verde e occhio alle scollature per non finire in rissa»

I consigli di Petrucci, il sarto Brioni che veste i capi di Stato: per lui un colore anticrisi, per lei un “vedo e non vedo” moderato
PESCARA. Ha ricamato fuochi d’artificio sul collo alla coreana di una giacca ed è questa, come racconta, la richiesta più eccentrica a cui Angelo Petrucci si è prestato per fare felice un cliente a Capodanno. Chief master tailor di Brioni, entrato a 13 anni da apprendista nell’azienda di Penne, Petrucci è oggi il sarto di punta della Brioni e ha legato il suo nome ai vestiti di 35 capi di stato e teste coronate: da Obama all’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder, dal re della Malaysia a Nelson Mandela. Anche il 26 dicembre, Petrucci l’ha trascorso a lavoro prendendo le misure a un cliente ma, al telefono, si è prestato a vestire i pescaresi per Capodanno.
Petrucci, un uomo elegante cosa indossa a Capodanno?
«Dipende dal contesto, se l’uomo va al Palace a Saint Moritz è corretto lo smoking, se va a un veglione va bene un maglione in cashmere e seta o una giacca maglia».
Facciamo che il contesto è un veglione a Pescara, che si mette?
«Una bella giacca follata, un pantalone denim, maglione e una sciarpa calda. Oppure pantaloni di fustagno, maglione, camicia denim e una giacca maglia sportiva. Metterei un po’ di colore, non tinta unita».
Qual è richiesta più stravagante che le hanno fatto per Capodanno?
«I fuochi d’artificio ricamati. Nel 2000, facemmo una piccola linea con lo spumante, il bicchiere di spumante e il tappo. I ricami erano in oro, non posso dire per chi li realizzammo ma non è difficile immaginare per che mercato era destinato».
La vanità, oggi, è diventata maschile?
«Sì, oggi l’uomo è più narciso, si cura di più e nell’abbigliamento vuole qualità e perfezione ma sempre con stile e gusto. Anche le collezioni di Brioni sono diventate più dinamiche, più fashion rispetto al passato: me ne accorgo dalle richieste, il pantalone stretto con vita bassa, la giacca più corta. Non è un caso se Brioni, che nel 1952 fu la prima casa a portare l’uomo in passerella, tornerà a sfilare a gennaio».
Nel caso della cravatta, che colore consiglia?
«Verde, perché porta fortuna ed è di buon auspicio perché l’Italia deve tornare a crescere».
Per le donne, l’intimo rosso è una tradizione da rispettare?
«Sì ma ostenterei anche qualcosa di rosso visibile a tutti come un accessorio».
Lei cosa indosserà a Capodanno?
«Una giacca di velluto blu su pantalone di fustagno grigio chiaro e una polo in cashmere e seta».
Il look femminile più brutto che ha mai visto a Capodanno?
«Non ne ricordo uno in particolare, ma non mi piacciono le donne che per essere fashion a tutti i costi, pur di apparire si trasformano».
Un abito fatto male come lo riconosce?
«Un esperto lo riconosce da lontano un miglio perché un abito sartoriale deve adattarsi al corpo, ne deve seguire i movimenti, deve avvolgerlo e per fare questo occorre una lavorazione a mano all’interno: è questa la vera anima di una giacca. Comunque, un abito che fa i difetti sulle spalle è la prima cosa che noterei».
In una stanza, noterebbe una donna vestita come?
«A parità di bellezza noterei una donna vestita con gusto. E il gusto non è il vedo e non vedo o la minigonna ma l’esaltazione del proprio corpo bilanciata al contesto. Se si va all’Oscar occorre un vestito da sera mentre in discoteca un abito attillato. Una donna che va in montagna la immagino con un abito corto, con calze pesanti e spalle scoperte».
L’abbigliamento più cool del 2014 per una ragazza?
«Una camicia jeans strappata con una gonna a portafoglio sopra al ginocchio. Oppure pantaloni di pelle con una maglia morbida».
Cosa vuol dire essere eleganti oggi?
«L’eleganza è innata, è un talento come nel calcio: o si ha o non si ha. Ma direi che la bravura sta nel saperla mettere a frutto. Chi spende tanto per i vestiti non è detto che sia elegante ma, anzi, anche con poco si può esserlo. Per me l’eleganza è essere vestiti bene a seconda dell’occasione».
Tra gli uomini è tornata di moda la barba: valorizza, dona a tutti?
«Trovo bello che ci siano dei cambiamenti, delle mode cicliche altrimenti saremmo sempre uguali ma non credo che la barba stia bene a tutti. Noi abbiamo una percezione di noi stessi che è diversa da quella che hanno gli altri, ecco perché consiglierei di sentire prima altri pareri, di affidarsi al consiglio di qualcuno».
Cosa getta via nella moda di quest’anno?
«Butterei i prodotti che inquinano, che non rispettano l’ambiente. Tra i giovani non mi piace l’abbigliamento estremo, la pelle borchiata perché mi fa pensare a un malessere sociale».
Il tamarro a Capodanno indossa?
«Lo smoking in baita: è inguardabile, è trash. Nelle donne trovo trash quando le mamme vestono le figlie bambine come loro».
E per fare una bella figura a un veglione pescarese?
«A un uomo consiglierei un abbigliamento informale non a tinta unita. Per una donna? Occhio alle scollature perché al Grammy va bene andare scollate fino all’ombelico ma per un ristorante a Pescara basta una scollatura moderata perché poi a Capodanno si beve, si litiga e si finisce in rissa».
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